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Eav, arriva l’ad Diamantini: i pendolari vesuviani dicono sì al dialogo

NAPOLI (rgl) – Dopo giorni di indiscrezioni, nel pomeriggio è arrivata la conferma: l’assemblea dei soci dell’Ente Autonomo Volturno ha scelto Pietro Diamantini come nuovo amministratore della società di trasporti della Campania. Sessantaquattro anni, napoletano, una lunga carriera in Ferrovie dello Stato e un ruolo decisivo nell’estensione dell’alta velocità da Milano a Napoli, Diamantini è il profilo tecnico che il nuovo corso della Regione, guidato dal governatore Roberto Fico, ha voluto per imprimere una svolta al trasporto su ferro e gomma. Una svolta attesa soprattutto sulle linee dell’ex Circumvesuviana, un tempo fiore all’occhiello del sistema regionale e oggi simbolo di guasti, ritardi e infrastrutture inadeguate. La nomina chiude l’era Umberto De Gregorio, alla guida di Eav per oltre undici anni. De Gregorio ha scelto i social per salutare l’azienda: “Lascio Eav. Grazie a tutti!”. In una lettera rivolta ai lavoratori ha ripercorso un decennio di impegno, assunzioni, riunioni e volti incontrati: “Undici anni sono quattromila giorni di passione e preoccupazioni… più di un terzo di voi è stato assunto da me. Ogni firma è stata una emozione vera”. Se dai vertici dell’azienda si attende una nota ufficiale, la reazione dei pendolari è immediata. E non arriva come somma di singole dichiarazioni, ma come un’unica voce collettiva, quella che da anni denuncia disservizi, guasti, soppressioni e ritardi, e che oggi accoglie la nomina con un misto di sollievo e aspettativa. È la voce che unisce Enzo Ciniglio, Salvatore Ferraro, Marcello Fabbrocini e Salvatore Alaia, quattro figure che negli anni hanno guidato comitati diversi ma battaglie comuni, e che oggi parlano come un solo corpo civico. Una voce che esprime “vivo compiacimento” per la scelta della Regione, riconoscendo in Diamantini “una figura autorevole, dotata di esperienza e visione”, e che allo stesso tempo ribadisce “la piena disponibilità a un dialogo costante, fattivo e trasparente”. In questa voce unica convivono la fermezza di chi ha difeso i treni tagliati, la pazienza di chi ha raccontato ogni guasto, la competenza di chi ha studiato le criticità infrastrutturali e la tenacia di chi ha trasformato la protesta in proposta. È una voce che non chiede privilegi, ma diritti: “La tutela dei viaggiatori e il miglioramento progressivo della rete vesuviana devono essere l’obiettivo comune”. La Circumvesuviana, oggi considerata una delle peggiori infrastrutture ferroviarie locali d’Italia, ha bisogno di una guida capace di affrontare criticità storiche e di restituire ai cittadini un servizio affidabile. I pendolari lo sanno, e per questo scelgono di presentarsi come un fronte unito, un’unica comunità che chiede ascolto e offre collaborazione. La sfida è enorme, ma il clima è quello di un nuovo inizio: la Regione chiede una svolta, l’azienda cambia guida, i pendolari si dichiarano pronti a fare la loro parte. Ora la parola passa ai fatti.

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