VALLO DI LAURO (rgl) – Computer e dispositivi acquistati con fondi del Pnrr, ma mai realmente utilizzati. Beni privi di tracciabilità, collaudi eseguiti in modo irregolare, formazione del personale mai svolta e perfino dispositivi rubati impossibili da identificare per l’assenza dei numeri di serie nei registri ufficiali. È il quadro emerso da un’articolata attività investigativa della Guardia di Finanza di Baiano che ha acceso i riflettori sulla gestione dei fondi destinati alla digitalizzazione delle scuole. L’indagine, coordinata dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino nell’ambito dei controlli sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha riguardato due istituti comprensivi del Vallo di Lauro beneficiari dei finanziamenti del programma “Scuola 4.0”, destinati a modernizzare gli ambienti didattici attraverso l’acquisto di nuove tecnologie. Complessivamente i fondi oggetto di verifica ammontano a 112.568 euro. Al termine degli accertamenti, le Fiamme Gialle hanno segnalato all’Autorità Giudiziaria quattro persone, ritenute responsabili, a vario titolo, delle procedure di acquisto risultate irregolari dei beni multimediali. Secondo quanto emerso dalle verifiche, sarebbero state riscontrate responsabilità di natura amministrativa, penale ed erariale. Tra le principali criticità evidenziate dalla Guardia di Finanza figurano: la mancata tracciabilità inventariale dei beni acquistati, l’assenza dell’esatta ubicazione delle attrezzature, la mancata apposizione delle targhette e delle indicazioni obbligatorie previste per i beni acquistati con fondi Pnrr, procedure di collaudo eseguite in maniera irregolare e la totale assenza della formazione obbligatoria del personale scolastico. L’aspetto più significativo emerso dall’indagine riguarda proprio l’utilizzo delle attrezzature: secondo gli investigatori, molti dei dispositivi tecnologici sarebbero rimasti inutilizzati dopo la prima accensione effettuata esclusivamente per verificarne il funzionamento. L’inchiesta ha inoltre interessato alcuni beni multimediali denunciati come rubati. Gli accertamenti hanno evidenziato come fosse impossibile ricostruire con certezza quali apparecchi fossero stati effettivamente sottratti, poiché i numeri di serie dei dispositivi non erano mai stati riportati nei documenti di trasporto, nelle fatture di acquisto né nei registri inventariali. Una circostanza che, secondo la Guardia di Finanza, non consente nemmeno di stabilire se il materiale rubato appartenesse alle dotazioni acquistate con i fondi del Pnrr oppure ad altre forniture già presenti negli istituti scolastici. L’attività si inserisce nel più ampio piano di controlli avviato dalla Guardia di Finanza per verificare il corretto utilizzo delle risorse europee e nazionali destinate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’obiettivo è accertare eventuali irregolarità, prevenire frodi e garantire che i finanziamenti pubblici vengano effettivamente impiegati per gli scopi previsti, in questo caso la modernizzazione digitale delle scuole e il miglioramento della qualità dell’offerta formativa.









