EBOLI (rgl) – È attesa per domani, nel carcere di Salerno, l’udienza di convalida del fermo di Ridha Rahmouni, 26enne tunisino che ha confessato di aver ucciso e bruciato il giornalista salernitano Luigi “Luca” Esposito lo scorso 19 luglio in località Cioffi, a Eboli. Secondo quanto emerso dalle indagini, quello tra i due sarebbe stato un incontro programmato, non percepito come pericoloso dalla vittima. Le celle telefoniche hanno registrato la presenza di entrambi nella stessa zona la sera del delitto, mentre i contatti tra le due utenze risultano iniziati il 28 giugno e intensificati nelle ore immediatamente precedenti l’omicidio. Le poche telecamere presenti in zona hanno ripreso Rahmouni mentre si aggirava con una bicicletta e una torcia, probabilmente alla ricerca del luogo dell’appuntamento. Quella stessa sera, Esposito era apparso tranquillo durante un colloquio con un collega: nessun segnale di paura o tensione. L’individuazione del presunto assassino è stata complessa: Rahmouni si nascondeva in un casolare isolato, difficile da raggiungere. A incastrarlo sarebbero stati diversi elementi: un’impronta sul portabagagli dell’auto di Esposito, un telefono cellulare appartenente al giornalista, un anello in oro bianco e una carta prepagata trovati in suo possesso. Il movente resta riservato dagli inquirenti. Di certo, Esposito è stato vittima di una violenza brutale: picchiato ferocemente e dato alle fiamme mentre era ancora in vita. Il caso continua a scuotere la comunità salernitana, mentre gli investigatori ricostruiscono gli ultimi giorni di una vita segnata da grande riservatezza e frequentazioni sconosciute anche ai familiari.






