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Maltrattamenti in strutture per minori e disabili e violenza sessuale: quattro misure cautelari

CASERTA (rgl) – Un quadro definito dagli investigatori come sistematico e gravemente lesivo della dignità degli ospiti, tra minori con problemi psichici e adulti disabili. È quanto emerso da un’indagine della Procura di Napoli Nord, che ha portato all’arresto del gestore di cinque strutture socio‑sanitarie, assistenziali ed educative situate nei comuni di Casapesenna, Villa Literno, San Cipriano d’Aversa e Trentola Ducenta nel Casertano. I carabinieri della compagnia di Casal di Principe, in collaborazione con i militari del Nas, hanno eseguito la misura cautelare in carcere per l’uomo e disposto i domiciliari per la legale rappresentante, un’educatrice e un operatore socio‑sanitario. Un’altra educatrice è stata raggiunta dal divieto di dimora Secondo la ricostruzione investigativa nelle strutture sarebbero stati perpetrati maltrattamenti nei confronti di minori con problemi psichici, oltre che verso adulti e anziani disabili. Tra le condotte contestate: negazione dell’acqua calda; assenza di riscaldamento; somministrazione di farmaci sedativi senza prescrizione medica; accoglienza selettiva di ospiti “più gestibili” e facoltosi, a scapito dei casi complessi e delle persone indigenti. Tra gli episodi più gravi, la Procura contesta una violenza sessuale ai danni di una donna con problemi psichici, attribuita a un operatore socio‑sanitario e al gestore in concorso. La violenza si sarebbe consumata all’esterno della struttura, durante le uscite autorizzate sulla base dei permessi concessi alla paziente. Le indagini sono partite dopo numerosi sopralluoghi dei carabinieri nelle cinque strutture, da cui sono emerse criticità tali da spingere il gestore a chiuderne quattro nei mesi scorsi, lasciando aperta solo quella di Casapesenna. Una delle strutture accoglieva minori affidati dal tribunale, mentre le altre ospitavano adulti disabili. Nel caso del centro dedicato ai minori, i carabinieri hanno accertato anche la falsificazione delle relazioni periodiche inviate al tribunale per la proroga, il trasferimento o l’inserimento dei ragazzi in progetti terapeutici. Dai successivi approfondimenti è emerso un sistema diffuso, che coinvolgeva tutte le strutture, caratterizzato da: maltrattamenti costanti, gestione economica improntata al risparmio a scapito dei diritti degli ospiti, pratiche assistenziali non conformi, violazioni delle norme sanitarie e assistenziali.

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