NAPOLI (rgl) – Un’estate che corre tra sconti, attese e timori: da sabato partono i saldi estivi in quasi tutta Italia, in un momento in cui il reddito disponibile delle famiglie e i consumi tornano a crescere, ma la prudenza resta alta. Secondo l’Istat, nel primo trimestre 2026 il reddito è salito del +1,6% e i consumi del +1,4%, segnali di ripresa che potrebbero tradursi in un aumento delle spese… o in un ulteriore rafforzamento del risparmio. Intanto, le promozioni sono già iniziate: un’indagine Ipsos per Fismo (Confesercenti) rivela che il 36% degli italiani ha acquistato a prezzo scontato prima dell’apertura ufficiale, con picchi del 42% nel Mezzogiorno e del 40% nel Nord‑Est. Un fenomeno diffuso, soprattutto tra gli under 35 (48%), che per Fismo conferma la necessità di rivedere l’intero sistema dei saldi. Sul settore moda pesa una crisi strutturale: 18mila negozi di abbigliamento e calzature chiusi tra il 2019 e il 2025, pari al 13,5% del totale, con 17mila posti di lavoro persi. La spesa delle famiglie per moda e calzature è scesa dal 7% al 3,7% dei consumi, mentre i negozi indipendenti — oggi circa la metà dei punti vendita — rappresentano solo il 20‑25% del mercato, contro il 75% degli anni Ottanta. Il 4 luglio è la data di riferimento per quasi tutte le regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia‑Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. Le eccezioni sono le province autonome: Trento, dove i commercianti scelgono liberamente il periodo, e Bolzano, con date differenziate per distretto (dal 16 luglio al 13 agosto, o dal 21 agosto al 18 settembre nelle località turistiche). Secondo la Federconsumatori, solo il 36,6% delle famiglie è propenso ad acquistare a saldo, in calo del 3,2% rispetto al 2025. La spesa media prevista è di 149,9 euro, leggermente superiore allo scorso anno (+1,3%). A frenare gli acquisti: bollette ancora alte, prezzi non rientrati e promozioni ormai costanti, online e offline. Oltre il 15% degli acquirenti ha già comprato durante pre‑saldi o vendite private, spesso non regolamentate. In Campania i saldi estivi 2026 valgono 800 milioni di euro, secondo il Centro Studi Confesercenti: 600 milioni dagli acquisti dei residenti e 200 milioni dal turismo internazionale La spesa media pro capite prevista è di 190‑200 euro, sotto la media nazionale (209) ma sopra quella del Sud (181). Il presidente Vincenzo Schiavo lancia però un allarme: “Le piattaforme e‑commerce straniere sono il vero male del commercio al dettaglio: applicano sconti 365 giorni l’anno. Così i negozi di vicinato non possono competere. Servono regole certe e tempistiche dei saldi da rivedere: non ha senso far partire quelli estivi nel pieno dell’estate o quelli invernali prima del freddo”. Secondo Confesercenti, senza una riforma del sistema promozionale e un argine allo strapotere dei colossi online, il rischio è quello di vedere sempre più saracinesche abbassate e centri storici svuotati.







