POMIGLIANO D’ARCO (rgl) – Un machete lungo mezzo metro, una violenza brutale nella villa comunale di Pomigliano d’Arco, un giovane ridotto in fin di vita e due indagati accusati di tentato omicidio. A più di un mese dall’aggressione, uno dei presunti responsabili, Francesco Pio Romano, si è costituito – lo riporta l’agenzia di stampa Ansa – spontaneamente nel carcere di Poggioreale. Un gesto che apre una nuova fase dell’indagine coordinata dalla Procura di Nola. Romano, 19 anni, si è presentato alle 18 di ieri nel carcere di Poggioreale, accompagnato dal suo avvocato Fabrizio De Maio, del Foro di Lagonegro. Lo stesso legale assiste anche l’altro indagato, un 23enne, già arrestato dagli agenti del commissariato di Acerra, che secondo gli investigatori si sarebbe limitato a non intervenire durante l’aggressione. Il giovane ha manifestato la volontà di sottoporsi all’interrogatorio e fornire la propria versione dei fatti. La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Nola, ha ricostruito una dinamica di estrema violenza: la vittima, un coetaneo dei due indagati, sarebbe stata colpita ripetutamente e con brutalità con un machete dalla lama di circa 50 centimetri. Le ferite riportate sono gravissime: lesioni alla testa, profonde ferite a braccia, gambe e colpi all’addome. Il giovane è ricoverato da due mesi ed è tuttora in prognosi riservata. Durante i rilievi immediatamente successivi all’aggressione, gli investigatori hanno trovato: il machete e frammenti di tessuto umano, a testimonianza della violenza dell’azione contestata. Secondo gli elementi raccolti, gli indagati sarebbero arrivati nella villa comunale in sella a uno scooter, insieme a una terza persona ancora da identificare. Entrambi i giovani sono accusati di tentato omicidio.






