NAPOLI (rgl) – Aumentare i biglietti proprio dove il servizio è carente: per i pendolari campani è un ossimoro che fotografa perfettamente il paradosso del Trasporto Pubblico Locale. Nel pieno di una fase delicata per il futuro di Eav — azienda pubblica che gestisce milioni di chilometri di servizi su ferro e su gomma — la Regione Campania ha incaricato Acamir, tramite delibera di giunta, di adeguare le tariffe del Tpl all’inflazione. Una decisione che arriva mentre gli utenti attendono da mesi segnali di rilancio, dopo un decennio segnato da disservizi, ritardi, soppressioni e una gestione definita fallimentare dai comitati dei pendolari. E proprio i comitati denunciano l’assurdità della misura: si aumenta il costo dei biglietti senza aver prima garantito un servizio dignitoso. “Dove manca un servizio adeguato si aumentano i biglietti: è un ossimoro”, affermano in una nota congiunta Enzo Ciniglio, presidente e portavoce del Comitato Pendolari Vesuviani (Gruppo NoAlTaglioDeiTreni della Circumvesuviana), Salvatore Ferraro, vicepresidente e portavoce del Comitato Pendolari Vesuviani (Gruppo CircumvesuvianaEAV), l’avvocato Marcello Fabbrocini, presidente del Comitato Civico “A. Cifariello Ottaviano”, e Salvatore Alaia, presidente del Comitato Civico “E(A)Vitiamolo Sperone”. Secondo i comitati, la scelta della Regione contraddice le promesse di un trasporto pubblico più efficiente, accessibile e sostenibile. “Se davvero vi è la necessità di far fronte al rincaro dei carburanti e dell’energia — spiegano — la strada da seguire è l’adeguamento dei contratti di servizio da parte dell’ente pubblico, non il rincaro dei biglietti a carico dei cittadini”. Il caso emblematico è quello dei viaggi verso Sorrento: una famiglia che decide di lasciare l’auto a casa affronta costi elevati, a cui si sommano ritardi, affollamento e corse soppresse. “Senza investimenti strutturali e con l’aumento dei titoli di viaggio — denunciano — siamo lontanissimi dagli obiettivi dichiarati dalla Regione: difesa dell’ambiente, rilancio del Tpl, turismo di prossimità e valorizzazione delle aree interne”. I pendolari chiedono alla Giunta Regionale di bloccare l’adeguamento tariffario, calmierare i costi e lavorare per portare il servizio a standard europei. La proposta è chiara: ritornare al biglietto unico regionale a prezzo simbolico entro la fine della legislatura, per incentivare davvero la mobilità pubblica e ridurre traffico, smog e costi sociali.







