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Piazzolla di Nola, il temporale abbatte il platano secolare di Villa Albertini: crolla un simbolo di 245 anni

NOLA (rgl) – È bastato un minuto di vento per cancellare 245 anni di storia. Il temporale che ieri pomeriggio ha investito Piazzolla di Nola non ha solo portato grandine e paura: ha abbattuto il suo simbolo più antico, il grande platano secolare, sradicato come fosse un fuscello e scaraventato contro il palazzo Albertini. Un colpo al paesaggio, alla memoria e al cuore della comunità. Un violentissimo temporale, accompagnato da una grandinata intensa e da raffiche di vento improvvise, ha colpito la frazione nel giro di pochi minuti, provocando danni e disagi in diverse zone. L’episodio più grave si è verificato in località Cacciabella, dove il maestoso platano — alto diversi metri e con una base imponente — è stato letteralmente strappato dal terreno. Il tronco si è inclinato verso la struttura storica, appoggiandosi alla facciata e bloccando il passaggio sottostante. Le radici, completamente sollevate, testimoniano la violenza del fenomeno atmosferico. Al momento del crollo alcuni residenti si trovavano nelle vicinanze e hanno assistito alla scena. Nessun ferito, ma la paura è stata tanta: l’albero è caduto a pochi metri da auto parcheggiate e abitazioni. Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco, Polizia Locale e tecnici comunali, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato le verifiche sulla stabilità del palazzo Albertini, molto noto per il suo valore storico e architettonico. Grandine di grosse dimensioni, vento fortissimo e una pioggia intensa in pochi minuti hanno reso impossibile resistere anche a un albero monumentale come il platano. Il palazzo colpito è uno dei simboli della zona. L’impatto ha danneggiato parte della facciata e dell’arco d’ingresso, ma solo le verifiche tecniche potranno stabilire l’entità reale dei danni. Il Comune ha annunciato che l’area resterà interdetta fino alla completa rimozione del tronco e alla messa in sicurezza del sito. La caduta del platano è una ferita non solo emotiva, ma anche ambientale. Legambiente Nola, intervenuta subito dopo il crollo, ha espresso un giudizio netto: “Abbiamo perso tutti, come comunità e come cittadini. Perdere un platano di circa 250 anni, simbolo di un territorio, è una grave perdita”. I volontari dell’associazione si sono recati sul posto e, insieme al consulente agronomo Matteo Palmisani, hanno analizzato la situazione: dalle foto e dai rilievi, la condizione dell’albero appare critica. Per questo hanno suggerito all’amministrazione comunale di: conservare i rami per ottenere talee apicali, salvare il fusto, valutare ogni possibilità di recupero e non lasciare nulla di intentato. Un tentativo, seppur difficile, di preservare almeno una parte del patrimonio genetico del platano secolare. Legambiente ha ricordato anche un principio fondamentale: “Dovremmo imparare ad avere cura di chi ci dona qualcosa che non si può comprare e che ci è indispensabile: l’aria che respiriamo. Gli alberi sono esseri viventi e vanno curati e preservati”. La caduta del platano secolare ha lasciato un vuoto profondo nel paesaggio e nei ricordi di chiunque sia cresciuto all’ombra dei suoi rami. La Pro Loco ha espresso cordoglio per quella che definisce “una perdita inestimabile”, impegnandosi a preservarne la memoria storica. Anche la lista civica Il Gelso ha commentato: “Vederlo a terra fa male al cuore. Con lui cade un pezzo fondamentale della nostra memoria collettiva”.

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