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Archivio di Stato, 600mila euro di mancati incassi: nel mirino feste, eventi privati e produzioni tv

NAPOLI (rgl) – Una festa di nozze sfarzosa, con dj set, musica ad alto volume e macchine del fumo, all’interno delle sale monumentali dell’Archivio di Stato di Napoli. È da questo episodio, diventato virale nel dicembre 2024, che ha preso avvio l’inchiesta della Procura Regionale per la Campania presso la Corte dei Conti Conti (guidata dal presidente Giacinto Dammicco, sostituti titolari dell’inchiesta Ferruccio Capalbo, Davide Vitale e Raffaele Cangiano), oggi arrivata a una prima, pesante conclusione: oltre 600mila euro di ipotesi di danno erariale per concessioni irregolari degli spazi del prestigioso complesso storico. Le indagini, condotte dai carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli insieme ai funzionari della Direzione Generale Archivi, hanno passato al setaccio tutte le autorizzazioni rilasciate tra il 2021 e il 2024. Secondo quanto ricostruito, gli ambienti monumentali sarebbero stati concessi gratuitamente o a tariffe incongrue per numerosi eventi di natura commerciale, lucrativa o privata: sfilate di moda, riprese televisive e cinematografiche, meeting aziendali, congressi. Le verifiche hanno evidenziato una gestione “disallineata rispetto alla normativa di settore e ai tariffari ministeriali”, con autorizzazioni rilasciate – secondo gli inquirenti – in assenza dei requisiti di coerenza con le finalità dell’Istituto e con le regole di tutela del patrimonio archivistico e artistico custodito nel complesso. La festa di nozze del 2024, pur non avendo causato danni ai beni conservati, aveva mostrato una palese incompatibilità tra l’uso degli spazi e le esigenze di conservazione, spingendo la Magistratura contabile ad avviare accertamenti approfonditi. All’esito dell’istruttoria, la Procura ha quantificato in oltre seicentomila euro il danno erariale derivante dai mancati incassi per lo Stato, imputandolo a una gestione definita “arbitraria e personalistica” delle concessioni. È stato quindi notificato l’invito a dedurre all’allora vertice dirigenziale Candida Carrino dell’Archivio di Stato di Napoli che avrà 45 giorni per presentare le proprie osservazioni e chiarire la posizione rispetto agli addebiti contestati.

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