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Aversa, rifiuti pericolosi e scarichi abusivi: arrestato titolare di un’officina e sequestrata l’intera attività

AVERSA (rgl) – Un controllo ambientale all’interno di un’autofficina del centro cittadino ha portato all’arresto del titolare, un 37enne di Aversa, sorpreso in flagranza dai carabinieri del Nucleo Forestale di Marcianise. L’intervento, scattato nella tarda mattinata del giovedì a seguito di una denuncia, ha permesso di accertare una serie di violazioni in materia di gestione dei rifiuti, scarichi e emissioni in atmosfera. Al momento dell’accesso, i militari hanno trovato il titolare intento a effettuare lavori di saldatura su un’autovettura con una saldatrice ossiacetilenica, attività soggetta a specifiche autorizzazioni. Il sopralluogo ha subito evidenziato criticità nella gestione dei rifiuti prodotti dall’officina: stracci contaminati da olio, imballaggi impregnati di sostanze pericolose, residui delle lavorazioni meccaniche e materiali classificati come rifiuti speciali pericolosi. Particolare attenzione è stata rivolta al pozzetto di scarico, nel quale confluiscono anche i reflui dei servizi igienici. I carabinieri forestali hanno riscontrato la presenza di sostanze oleose, rilevate anche in un lavandino utilizzato per il lavaggio di parti meccaniche contaminate. La situazione più grave è emersa nella parte terminale dell’officina. Oltre una porta in ferro, i militari hanno trovato un locale completamente invaso da rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi: batterie al piombo esauste, pneumatici fuori uso, imballaggi contaminati e bottiglie di plastica piene di olio esausto. La quantità di materiale era tale da rendere quasi impossibile l’accesso all’ambiente, segno di una gestione totalmente irregolare e potenzialmente pericolosa. Durante gli accertamenti, i Carabinieri Forestali hanno richiesto la documentazione obbligatoria: iscrizione al Rentri, registro di carico e scarico, formulari di identificazione dei rifiuti, atti relativi al corretto smaltimento, autorizzazioni per emissioni in atmosfera e scarichi dei reflui industriali. Il titolare non è stato in grado di esibire quasi nulla, ad eccezione di un contratto di smaltimento valido fino al giugno 2027. Alla luce degli elementi raccolti, i militari hanno ravvisato diverse ipotesi di reato: messa a riserva non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi e non, miscelazione illecita di rifiuti derivanti dall’attività meccatronica, emissioni in atmosfera senza titoli autorizzativi e scarico di acque reflue industriali in pozzetti collegati alla rete dei servizi igienici. Il 37enne è stato arrestato in flagranza, mentre l’intera officina – locali, attrezzature e rifiuti – è stata posta sotto sequestro. L’area è ora vincolata per consentire ulteriori accertamenti.

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