NAPOLI (rgl) – Circumvesuviana, stesso spartito e solita operetta: la nuova programmazione premia ancora una volta la linea vetrina di Sorrento, mentre nell’hinterland il servizio resta da Terzo Mondo. “Paghiamo lo stesso biglietto, lo stesso abbonamento e la stessa Irpef regionale, ma riceviamo un servizio indegno. È inaccettabile”. Stesso copione, stessi annunci e la stessa palese ingiustizia. Le ultime novità comunicate sulle linee vesuviane confermano un orientamento aziendale e politico ormai cronicizzato: più treni e tempi di percorrenza ridotti solo sulla tratta Napoli–Sorrento, mentre per le restanti linee (Baiano, Sarno, Poggiomarino e San Giorgio) la risposta alle legittime richieste dei pendolari resta il silenzio assoluto. Ci troviamo di fronte a una fotocopia del passato: una filosofia che premia sistematicamente una linea “vetrina” a discapito delle arterie utilizzate ogni giorno da lavoratori e studenti campani, senza alcuna credibile giustificazione tecnica o sociale. “Chi vive nell’entroterra vesuviano continua a essere trattato come un cittadino di serie B.” A denunciarlo sono Enzo Ciniglio, presidente del Comitato Pendolari Vesuviani, Salvatore Ferraro, vicepresidente, insieme all’avvocato Marcello Fabbrocini del Comitato Civico A. Cifariello di Ottaviano e Salvatore Alaia del Comitato Civico E(A)Vitiamolo. I rappresentanti dei pendolari pongono interrogativi precisi a cui la dirigenza aziendale e le istituzioni regionali non possono più sottrarsi. I lavori che bloccano il collegamento della linea per Baiano verso Napoli via San Giorgio dovevano essere completati da tempo. “Perché non si impone all’impresa di lavorare di notte e nei fine settimana, esattamente come avviene — e continuerà ad avvenire — per le gallerie della tratta sorrentina? I ritardi non li devono pagare i viaggiatori”. “Dov’è il programma di rilancio per la linea di Sarno e per i collegamenti che servono l’entroterra vesuviano e la provincia?” continuano i pendolari. “Perché non è stata spesa una singola parola su questi territori? Tenere linee che terminano il servizio alle 20 (Sarno) o con un servizio 7–19 con corse ogni ora (Baiano) è vergognoso”. Chi sperava in una svolta o in una gestione equa delle risorse deve prendere atto della realtà: il cambio dei vertici non ha modificato la sostanza. “Sono cambiati i protagonisti, ma lo spartito è sempre lo stesso”. Peri pendolari è la triste conferma che in Campania non tutti i cittadini hanno le stesse priorità: chi risiede nelle zone interne servite dalla Circumvesuviana continua a essere trattato come un cittadino di serie B. “Pur pagando lo stesso biglietto, lo stesso abbonamento e una delle IRPEF regionali più alte d’Italia, riceviamo un Trasporto Pubblico Locale inaccettabile”. “I ritardi sulla tratta Volla–San Giorgio devono essere recuperati imponendo turni notturni per liberare la sede ferroviaria e ripristinare il transito dei treni dal 1° ottobre. Va velocizzato il completamento dei lavori nelle gallerie Poggioreale–Centro Direzionale e chiediamo una redistribuzione proporzionata ed equa del materiale rotabile e delle corse sull’intera rete vesuviana. L’offerta attuale viola i principi di uguaglianza e pari dignità di tutti i viaggiatori” concludono i pendolari.






