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Depurazione, cemento e scarichi illegali: Campania maglia nera dell’illegalità sul mare

SALERNO (rgl) – Alla vigilia del sedicesimo anniversario dell’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” che ha pagato con la vita la difesa ostinata della sua terra, Legambiente pubblica il nuovo report Mare Monstrum 2025. È un documento che non si limita a elencare numeri: è una radiografia cruda dell’assalto criminale ai mari italiani. E, ancora una volta, la Campania emerge come la regione più ferita, più esposta, più vulnerabile. Il mare campano non ha tregua. Nel 2025 sono stati 4.002 i reati accertati lungo le coste, ai quali si aggiungono 4.744 illeciti amministrativi. In totale, 8.746 violazioni: una media di trenta al giorno, ogni giorno, per dodici mesi. Dietro questi numeri ci sono 4.087 persone denunciate, 35 arresti, 1.094 sequestri. Una pressione costante, che racconta un territorio dove l’illegalità non è episodica, ma sistemica. Il capitolo più drammatico riguarda la mala depurazione e gli scarichi illegali. Qui la Campania è “codice rosso”: 1.655 reati, pari al 22,6% del totale nazionale. È un primato che pesa come una condanna, perché significa acque compromesse, ecosistemi fragili, comunità costiere che vivono accanto a un mare che non riesce più a respirare. E non è un caso che proprio in questo segmento si registrino i numeri più alti di denunce, arresti e sequestri. Accanto all’acqua, c’è il cemento. Abusivismo edilizio, occupazioni del demanio marittimo, cave fuorilegge: la Campania guida anche questa classifica, con 1.166 reati e oltre 13 milioni di euro tra sequestri e sanzioni. È il racconto di una costa che continua a essere consumata, sottratta, trasformata senza regole. Una costa che, nonostante le battaglie civiche e le sentenze, resta terreno di conquista. Nel report c’è anche la fotografia delle violazioni al Codice della navigazione: 2.584 casi, tra reati e illeciti amministrativi. Un altro segnale di un mare vissuto senza rispetto, senza prudenza, senza consapevolezza. A commentare questi dati è Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, che richiama la memoria di Vassallo come bussola morale: “Nel sedicesimo anniversario dell’uccisione di Angelo Vassallo ricordiamo il coraggio nel contrasto a speculazioni e illegalità. Portiamo all’attenzione dati e storie che raccontano l’assedio, soprattutto di cemento, alle nostre coste. In difesa del mare non arretriamo di un passo”. Le sue parole sono un invito a rafforzare controlli, demolizioni, depuratori, politiche di prevenzione e sanzioni più severe. Perché il mare, oggi, non può più aspettare. Ed è proprio qui che il report si fa proposta, visione, agenda civile. Legambiente chiede di ripristinare l’efficacia dell’articolo 10-bis, affidando ai Prefetti l’abbattimento degli abusi edilizi non demoliti dai Comuni; di finanziare con 100 milioni l’anno il Fondo di rotazione per i Comuni che demoliscono e con 50 milioni le Procure e le Prefetture impegnate nell’esecuzione delle sentenze. Chiede di rafforzare il contrasto alle occupazioni abusive del demanio marittimo, di prevedere sanzioni penali per i dirigenti che non applicano le norme anti-abusivismo e per i funzionari che stipulano contratti illegittimi con proprietari di immobili abusivi. Sul fronte dell’acqua, Legambiente invoca un grande piano nazionale e locale per fognature e depuratori, integrando la gestione del ciclo idrico con quella dei rifiuti. Chiede di aumentare la circolarità delle acque reflue, di aggiornare la normativa “end of waste”, di dare piena attuazione alla Direttiva UE 2019/883 sugli impianti portuali per la raccolta dei rifiuti delle navi, introducendo divieti stringenti per gli scarichi in mare anche oltre le dodici miglia. E ancora: politiche attive contro l’abbandono dei rifiuti, potenziamento dei controlli delle Agenzie ambientali, norme efficaci contro la pesca illegale. Sabato 5 settembre, ad Acciaroli, il Comune di Pollica e Legambiente ricorderanno Vassallo con un evento pubblico e con la consegna del Premio Angelo Vassallo, dedicato alle amministrazioni che scelgono la strada della legalità e della tutela ambientale. Sarà un momento di memoria, ma anche di responsabilità: un modo per dire che il mare non è solo un paesaggio, ma un patto civile. Il dossier Mare Monstrum arriva così come un promemoria collettivo: il mare campano è ancora sotto assedio. E la sua difesa non è un compito di pochi, ma una necessità di tutti.

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