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Napoli, fondi pubblici sottratti e riciclati in Germania: sequestro da 7 milioni

NAPOLI (rgl) – Un sequestro preventivo da 7 milioni di euro è stato eseguito questa mattina dalla Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito di un’indagine della Procura della Repubblica – Sezione II, reati contro la Pubblica Amministrazione. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Napoli, riguarda tre persone indagate per peculato, riciclaggio, impiego di denaro di provenienza illecita e autoriciclaggio. L’indagine ha permesso di accertare “un meccanismo sistematico di distrazione di risorse ai danni di un’associazione sportiva beneficiaria di contributi erogati da Università, amministrazioni pubbliche e organismi sportivi nazionali”. Tra il 2018 e il 2024, l’allora legale rappresentante avrebbe sottratto fondi dell’ente a beneficio proprio e dei familiari, utilizzando bonifici, versamenti in contante e accrediti tramite Pos. La Procura, coordinata da Nicola Gratteri, ricostruisce un flusso finanziario complessivo di 4,5 milioni di euro, intensificatosi negli ultimi mesi di gestione, con bonifici disposti anche in orari serali e notturni e perfino “durante l’assemblea convocata per il rinnovo degli organi dell’associazione”. Una seconda associazione sportiva, priva di reale autonomia, sarebbe stata utilizzata come canale per la distrazione delle somme. Per ostacolare l’identificazione della provenienza illecita, 2,5 milioni di euro sarebbero stati trasferiti ai familiari dell’amministratore, confluendo su conti bancari in Germania, dove le somme venivano reimpiegate in investimenti, attività imprenditoriali e operazioni immobiliari. Nell’ambito della cooperazione internazionale, sono stati individuati in Germania: 83 rapporti bancari, 2 autoveicoli di lusso, 21 immobili e 4 attività imprenditoriali riconducibili agli indagati. Il gip ha quindi disposto il sequestro preventivo del patrimonio mobiliare e immobiliare fino alla concorrenza del profitto illecito, pari a 7 milioni di euro. L’esecuzione all’estero è avvenuta grazie al coordinamento di Eurojust e alla collaborazione della Procura di Colonia.

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