NAPOLI (alads – amda) – Per chi lavora nella Pubblica amministrazione e assiste un familiare con disabilità grave, arriva un chiarimento che può davvero cambiare la quotidianità. L’Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) con l’orientamento applicativo numero 37654 del 16 luglio 2026, ha spiegato che due caregiver possono utilizzare i permessi della legge 104 nello stesso giorno, purché le ore di assenza non si sovrappongano. Una precisazione che riguarda il comparto delle Funzioni centrali, ma che potrebbe avere effetti più ampi. Finora, nella prassi, quando due familiari erano autorizzati ad assistere la stessa persona, si tendeva a organizzare i permessi in giornate diverse. Una sorta di alternanza obbligata, non prevista dalla legge ma diventata consuetudine. L’Aran chiarisce invece che, se i permessi vengono fruiti a ore, questa alternanza non è necessaria: i due lavoratori possono assentarsi nella stessa giornata, semplicemente in fasce orarie differenti. È una novità che può incidere molto sull’organizzazione familiare. Immaginiamo una situazione comune: un dipendente utilizza qualche ora di permesso al mattino per accompagnare il familiare a una visita o per occuparsi delle prime necessità della giornata; l’altro caregiver, magari con un turno di lavoro diverso, può fare lo stesso nel pomeriggio. Senza dover rinunciare al permesso, senza dover aspettare il giorno successivo, senza complicare ulteriormente una gestione già complessa. Naturalmente, il chiarimento non aumenta il numero dei permessi previsti dalla legge 104: resta tutto invariato sul piano quantitativo. La novità riguarda solo come più familiari possono coordinarsi nell’utilizzo delle ore di assenza. Il contesto normativo è quello successivo al decreto legislativo 105/2022, che ha superato la vecchia regola del “referente unico”, permettendo a più familiari di assistere la stessa persona con disabilità grave. L’Aran interviene ora su un punto più pratico: quando i permessi sono a ore, non serve più dividerli in giorni diversi. Dal punto di vista delle famiglie, la portata della novità è soprattutto organizzativa. Chi vive la realtà dell’assistenza quotidiana sa quanto sia difficile incastrare orari di lavoro, esigenze della persona assistita, appuntamenti medici, imprevisti. La possibilità di alternarsi nella stessa giornata, senza vincoli artificiosi, può alleggerire la gestione e rendere più naturale la suddivisione dei compiti. Per le amministrazioni pubbliche, invece, la novità richiede attenzione: gli uffici dovranno verificare che le ore richieste non si sovrappongano e che siano rispettati tutti i requisiti previsti dalla legge. Nulla di nuovo sul piano dei controlli, ma una maggiore cura nella gestione delle richieste. L’orientamento riguarda direttamente il comparto delle Funzioni centrali. Alcune fonti specialistiche hanno ipotizzato che il principio possa essere considerato anche in altri comparti, come quello scolastico, ma si tratta di valutazioni interpretative: l’Aran si è espressa solo per il settore di propria competenza. In sintesi, per i caregiver della PA: si possono usare i permessi nello stesso giorno, se fruiti a ore e non devono sovrapporsi le fasce orarie e non cambia il numero dei permessi disponibili, restano validi tutti i requisiti della legge 104. La gestione diventa più flessibile, soprattutto per le famiglie che condividono l’assistenza. Una modifica apparentemente tecnica, ma che può tradursi in una quotidianità più semplice e in una migliore conciliazione tra lavoro e cura. Per chi vive ogni giorno la responsabilità dell’assistenza, non è un dettaglio: è un passo avanti concreto.
Permessi 104 nella PA, cambia tutto: due familiari possono usarli nello stesso giorno






