CASTELLAMMARE DI STABIA (rgl) – Tassi usurari che in alcuni casi sfioravano il 300% annuo, nomi delle vittime e scadenze annotate con precisione in un registro, minacce e pressioni per ottenere pagamenti puntuali. È il quadro ricostruito dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura. Tre le donne indagate, residenti tra Castellammare di Stabia e Trecase: madre e figlia raggiunte dagli arresti domiciliari e una terza donna sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini sono partite dal rinvenimento, durante una perquisizione domiciliare, di registri contenenti cifre, scadenze e nomi di presunte vittime di usura, oltre a un’ingente somma di denaro sequestrata perché ritenuta possibile provento dell’attività illecita. Da quel momento è scattata un’attività investigativa articolata: analisi di sistemi di videosorveglianza, osservazioni, controlli e pedinamenti, acquisizioni telematiche e sommarie informazioni. Secondo quanto ricostruito, le tre donne avrebbero esercitato attività usurarie in modo stabile, approfittando dello stato di bisogno economico delle vittime. I tassi applicati, in alcuni casi, avrebbero sfiorato il 300% annuo, rendendo impossibile ai debitori far fronte ai pagamenti. Per ottenere le somme richieste, le indagate avrebbero fatto ricorso a minacce e violenze, costringendo le vittime a rispettare scadenze e importi imposti.






