NAPOLI (rgl) – In un territorio dove ogni giorno migliaia di persone affrontano ritardi, corse saltate, bus fantasma e cantieri senza una data certa di conclusione, la diffida inviata da Eav a Meta e agli amministratori di due pagine dedicate alla Circumvesuviana arriva come un segnale stonato. Un intervento legale che, secondo i comitati civici, “sposta l’attenzione dalle emergenze reali a un contenzioso evitabile”, mentre la mobilitĂ dell’area vesuviana e nolana vive una crisi strutturale che si aggrava di settimana in settimana. La diffida del 16 settembre, firmata dall’amministratore unico Pietro Diamantini, contesta l’uso di denominazioni ritenute “idonee a generare confusione” tra gli utenti. Per evitare un contenzioso, il gruppo fondato da Salvatore Ferraro ha scelto di cambiare nome, diventando ufficialmente Comitato Pendolari Vesuviani. Ferraro, che da anni anima proteste e proposte, ha preferito la via della responsabilitĂ : “Bastava parlarsi, e si sarebbe trovata una soluzione immediata. Ma i problemi veri sono altri”. E i problemi veri, raccontano i pendolari, sono quelli che ogni mattina trasformano il viaggio in un percorso a ostacoli. L’aumento del biglietto integrato ha aggravato una situazione giĂ difficile, mentre sulla linea di Baiano i bus di supporto continuano a comparire e scomparire senza una logica chiara, generando confusione tra studenti e lavoratori. A Casalnuovo, una cittĂ di 50.000 abitanti, dal 15 settembre non è stato previsto alcun servizio sostitutivo, proprio nel momento in cui riaprono scuole e uffici. E così, chi deve raggiungere Napoli o i comuni limitrofi è costretto a migrare verso le stazioni della linea Sarno, sperando di non incappare in controllori troppo zelanti che rischiano di multare pendolari muniti di abbonamento, ma penalizzati dall’assenza di una circolare aziendale che chiarisca la validitĂ del titolo di viaggio. A questo si aggiunge un’altra richiesta che arriva da tutto il territorio: anticipare le prime corse di treni e bus di almeno quindici minuti, così da permettere a una vasta platea di lavoratori e studenti di arrivare in orario. E poi c’è la questione dei cantieri, che da mesi vengono descritti con formule vaghe – “tra qualche mese”, “a breve”, “ci sono problemi” – senza che nessuno sappia davvero quando le linee vesuviane torneranno pienamente operative. I pendolari chiedono un’operazione veritĂ : date, tempi, responsabilitĂ . In questo quadro, le voci dei comitati civici si intrecciano in un’unica posizione condivisa. Enzo Ciniglio, presidente del Comitato Pendolari Vesuviani, Marcello Fabbrocini del Comitato Civico Cifariello Ottaviano e Salvatore Alaia, presidente del Comitato Civico E(A)vitiamolo Sperone, sottolineano che la battaglia non si ferma: “Chiediamo servizi veri, non parole  ricordano che “la mobilità è un diritto, non un favore: Eav deve garantirlo” e aggiungendo che “le comunitĂ vesuviane e nolane meritano rispetto e trasparenza, non disservizi e silenzi”. Il Comitato Pendolari Vesuviani ribadisce la propria missione: “Sempre insieme per una mobilitĂ dignitosa. Continueremo a dare voce alle legittime richieste dei pendolari: evitare la confusione è giusto, ma non garantire i diritti è gravissimo”. Una posizione che, al di lĂ della diffida, riporta al centro ciò che davvero conta: il diritto di migliaia di cittadini a muoversi, studiare, lavorare e vivere senza che ogni spostamento diventi un’impresa.






