Tammorre e tradizione: Cicciano si “accende” per la sua notte dei falò

CICCIANO (nello lauro) – La tradizione continua. Cicciano è pronta ad accendersi per la sua imperdibile notte dei falò e delle tammorre. Un weekend da non perdere per festeggiare Sant’Antonio Abate quello che a Cicciano è quasi il santo patrono. Dopo l’apprezzata e seguita mostra organizzata al centro Nadur su Etty Hillesum, la giovane ebrea olandese internata ad Auschwitz nel 1945, questa sera primo assaggio di tammorra con le esibizioni del bambini della scuola primaria. Domani il clou del programma organizzato dal comitato festa Sant’Antonio: si comincia alle 15 con la benedizione e la processione degli animali con partenza da piazza Mazzini. Alle 19,30, al termine della santa messe, la suggestiva cerimonia della benedizione e accensione del grande falò con una lunghissima tammurriata seguita dall’invocazione al Santo fatta in napoletano antico da Marcello Colasurdo con Gerardo Amarante, Peppino Di Febbraio e Pino Iove. Dopo il richiamo e la preghiera, il via alla festa con le tammurriate delle paranze che raggiungono i diversi luoghi di accensione dei focaroni con presenze di turisti anche da fuori della Campania. Domenica la prima parte della processione di Sant’Antonio Abate per le strade del paese e i fuochi pirotecnici rionali. Lunedì il gran finale con la seconda parte della processione, la tradizionale asta dei prodotti locali donati a Sant’Antonio che precedono la spettacolare chiusura con i fuochi pirotecnici a colori. Tutto questo senza dimenticare la “turniata”, 3 giri intorno alla chiesa per esprimere desideri a Sant’Antonio Abate,

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