SORRENTO (rgl) – Nel catalogo infinito delle truffe agli anziani c’è sempre un nuovo personaggio pronto a entrare in scena. Dopo finti nipoti, finti avvocati, finti tecnici del gas e finti marescialli, a Sorrento arriva anche il “perito del tribunale”. Peccato che non sia un perito. E che il tribunale lo vedrà, sì, ma da imputato. Succede in una delle zone più panoramiche della costiera. Il telefono fisso squilla – quello con la cornetta, anni ’90, che per i truffatori è una certezza. La linea è intestata a una donna che l’anno prossimo compirà 99 anni, ma a rispondere è il figlio, 68 anni. Dall’altra parte c’è un sedicente maresciallo di Sorrento. La voce è perentoria: “Qualcuno ha usato la sua auto per una rapina. Preparate denaro e gioielli per la comparazione con quelli rubati”. Il 68enne è disorientato. La madre si agita. Raccolgono 2.500 euro, bracciali, collane, perfino l’anello della nonna. Poi attendono. “Un perito del tribunale verrà a ritirare tutto”, annuncia il finto maresciallo. Mentre madre e figlio preparano la somma, arriva in casa il genero della 98enne. Capisce subito. Non serve molto: la dinamica è quella classica della truffa della finta rapina. Chiama i carabinieri di Sorrento, quelli veri, quelli con gli alamari cuciti sulla divisa. Quando il “perito” si presenta alla porta, i militari sono già lì. Il giovane – 22 anni, origini marocchine – viene bloccato e arrestato. In tribunale ci andrà davvero, ma per rispondere di truffa aggravata. Il giudice lo attende. Nel frattempo resterà ai domiciliari, in attesa di spiegare come abbia tentato di ingannare due anziani convinti di parlare con un maresciallo e un perito che non esistono.






