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Gasolio, lo sconto è già evaporato: prezzi tornano ai livelli pre‑accise

ROMA (rgl) – Lo sconto sul gasolio è già svanito. In poche settimane il taglio delle accise da 17 centesimi al litro è stato completamente assorbito dal mercato, riportando i prezzi ai livelli precedenti al decreto del governo. Il diesel torna così a sfiorare le soglie più alte dell’estate, mentre sullo sfondo pesa la tensione internazionale che tiene il greggio stabilmente intorno ai 90 dollari al barile. Secondo l’Osservatorio del Mimit, in autostrada il gasolio tocca oggi 2,173 euro al litro, esattamente come il 4 agosto, giorno in cui il Consiglio dei ministri aveva prorogato lo sconto fino al 25 agosto. La benzina self sale a 2,073 euro. Sulla rete ordinaria, il diesel self arriva a 2,099 euro, di nuovo vicinissimo ai 2,100 euro registrati prima del provvedimento. La benzina si attesta a 1,994 euro. Il beneficio fiscale, insomma, si è dissolto. E il quadro dei rincari non è una novità: secondo un’analisi del Codacons, negli ultimi trent’anni la benzina è praticamente raddoppiata (+99,7%), mentre il gasolio è quasi triplicato (+176,6%), passando da 0,730 euro/litro nel 1996 agli attuali 2,019 euro/litro. Oggi il diesel costa 2,8 volte in più rispetto a trent’anni fa. A spingere verso l’alto i prezzi è soprattutto il contesto internazionale. Lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il transito del petrolio, vive da mesi una fase di instabilità: i flussi di greggio e prodotti raffinati, che superavano i 18 milioni di barili al giorno, sono crollati a poco più di 2 milioni nella prima parte di agosto. Il mercato non teme un blocco totale delle forniture, ma neppure intravede un ritorno alla normalità. Le scorte di diesel negli Stati Uniti sono ai minimi da trent’anni, contribuendo a mantenere elevati i prezzi dei prodotti raffinati e, a cascata, quelli alla pompa in Europa. Il risultato è un quadro che unisce tensioni geopolitiche, scarsità di scorte e volatilità dei mercati, rendendo inefficace – almeno nel breve periodo – l’effetto dei tagli fiscali. E riportando automobilisti e famiglie a fare i conti con un carovita che, alla pompa, ha radici lunghe e un presente ancora molto incerto.

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