
MARCOS JUAREZ (Nello Lauro) – L’attesa è finita: dal 26 agosto, a Marcos Juárez, in Argentina, prende il via il 27° World Championship 5 Pins (Birilli) Individual Open, il Mondiale più prestigioso della stecca. L’Italia si presenta con una squadra ricca di talento, esperienza e storie che attraversano generazioni, sacrifici e trionfi. A guidare la spedizione azzurra ci sarà il campione del mondo in carica, Andrea Ragonesi. La Union Mondiale de Billard ha ufficializzato la lista dei partecipanti, confermando una pattuglia azzurra di altissimo livello: Riccardo Barbini, Matteo Gualemi, Antonio La Manna, Biagio Maceri, Severino Marchioretto, Riccardo Nuovo, Pierpaolo Pepe, Andrea Quarta, Andrea Ragonesi, Natalino Scorza e Fioravante Vecchione. Una squadra che unisce fuoriclasse affermati e talenti in piena ascesa, pronta a difendere il tricolore sul palcoscenico più importante del biliardo internazionale.
IL VISCIANESE ANTONIO LA MANNA, DOPPIO CAMPIONE ITALIANO NEL 2026 – Tra i protagonisti più attesi c’è il viscianese Antonio La Manna, classe ’82, fresco campione italiano assoluto 2026. Il biliardo, per lui, è una storia di famiglia: il padre gestiva una sala nel piccolo comune di Visciano, e Antonio cresce tra biglie, stecche e tavoli verdi. A 15 anni vince il suo primo titolo nazionale, nel 2008 diventa re della 1ª categoria, nel 2014 conquista Gallipoli battendo 3-0 l’argentino Daniel Lopez nel giorno del suo compleanno. Il 2014 è anche l’anno del debutto in azzurro agli Europei di Parabiago: insieme a Crocefisso Maggio, Natalino Scorza e Fabio Cavazzana porta a casa la medaglia d’oro. Il 2026 è l’anno della consacrazione: La Manna firma una doppietta storica al Palais di Saint-Vincent, vincendo sia la categoria Nazionali Pro battendo l’ex campione del mondo e più volte campione italiano Andrea Quarta (4-3), sia la categoria Nazionali, superando in finale Mario Alibrandi 4-3 dopo una sfida combattutissima. Un atleta completo, solido, capace di unire tecnica, freddezza e una mentalità da vero campione.
FIORAVANTE VECCHIONE, IL “PROF” NOLANO – Accanto a lui, un’altra storia che parte dalla Campania e arriva fino al Mondiale: quella del nolano Fioravante Vecchione, classe ’77, uno dei volti più autorevoli del biliardo italiano. La sua carriera è un romanzo: il tennis come primo amore, un grave infortunio a 15 anni, l’ingresso nelle sale del nolano – in particolare l’indimenticato “Manhattan” di via Amilcare Boccio – e le lezioni con il maestro Gomez. Poi la pausa: l’anno di leva nei Carabinieri, la laurea in Beni Culturali, le supplenze come docente, il lavoro come guida turistica. E la parentesi più dura: la malattia del padre, il trasferimento a Milano, la perdita. È lì che il biliardo torna e diventa professionismo. “Il suo soprannome nel mondo del biliardo è “il professore” sia perché ha insegnato per molti anni ma anche perché ripropone questa metodologia come istruttore federale”, si legge nell’almanacco. Dal 2007 Vecchione entra tra i grandi: Gran Prix Saint-Vincent 2019, Vicecampione europeo individuale 2019, Campione europeo a squadre 2010 e 2016. Ora la sfida più alta: il Mondiale 2026. “Rappresentare l’Italia sarà un grande onore. Darò tutto per questa maglia” ha dichiarato Vecchione.






