spot_img
spot_img
spot_img

I PIÙ LETTI DELLA SETTIMANA

ARTICOLI CORRELATI

Alta Velocità Napoli–Bari, 20 misure cautelari: corruzione, caporalato e calcestruzzo scadente nei cantieri

NAPOLI (rgl) – La Guardia di Finanza di Napoli ha notificato 20 misure cautelari personali nei confronti di imprenditori e pubblici ufficiali nell’ambito dell’inchiesta sui lavori per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Napoli–Bari. I reati contestati sono corruzione, caporalato ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Su richiesta del pm Henry John Woodcock, il gip ha disposto anche il sequestro preventivo del profitto dei reati di corruzione.

CALCESTRUZZO SCADENTE NEI CANTIERI: “CIRCOSTANZA GRAVE” – Secondo gli inquirenti, il denaro illecito sarebbe stato utilizzato per una tratta di calcestruzzo di scarsa qualità, impiegato in alcune opere della linea AV. Una circostanza definita dal gip di straordinaria gravità, considerata la rilevanza strategica e la delicatezza strutturale delle tratte ferroviarie coinvolte: Napoli–Cancello, Apice–Irpinia e Frasso Telesino–Telese–San Lorenzo–Vitulano. Le mazzette, secondo la ricostruzione, venivano nascoste nei panettoni e nei box natalizi regalati durante le festività.

IL SISTEMA CORRUTTIVO: FAVORI E CONTROLLI “ADDOMESTICATI” – La Procura partenopea e la Gdf avrebbero documentato un sistema di rapporti corruttivi tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio. Grazie alle loro responsabilità tecniche, amministrative e di cantiere, alcuni funzionari avrebbero agevolato imprese nell’ottenimento delle commesse, nella contabilizzazione dei lavori, nei controlli e nei pagamenti. In cambio sarebbero stati corrisposti somme di denaro, anche occultate in confezioni natalizie, orologi di pregio, telefoni cellulari, soggiorni e vacanze e altri beni e utilità.

CAPORALATO NEI CANTIERI:TURNI FINO A 20 ORE E LAVORATORI SFRUTTATI – Un ulteriore filone investigativo riguarda lo sfruttamento di lavoratori extracomunitari, in particolare di origine egiziana. Secondo gli accertamenti, alcuni operai sarebbero stati sottoposti a turni fino a 20 ore, violazioni dei periodi di riposo, retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali, inosservanza delle norme su igiene e sicurezza ed irregolarità nei permessi di soggiorno e nella formazione obbligatoria.

LE MISURE CAUTELARI – Complessivamente sono stati notificati: 10 arresti domiciliari, 7 obblighi di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria (in due casi con sospensione dal pubblico servizio) e 3 sospensioni dall’esercizio del pubblico servizio.

IL PROCURATORE GRATTERI: “SUBAPPALTI ANELLO DEBOLE DELLA CATENA” – Il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, a margine del Premio Giancarlo Siani, ha indicato nel subappalto l’anello debole della catena degli appalti pubblici: “Sappiamo che spesso quando c’è un passaggio, uno step, lì c’è la mazzetta e poi la difformità all’opera. I margini di guadagno si riducono man mano che si passa da un subappalto all’altro, perché spesso tra un subappalto e l’altro c’è la mazzetta”. E ha aggiunto: “Non sono una novità per me. Le mafie, i faccendieri, gli ingordi sono presenti dove c’è da gestire denaro e potere”.

LIBERA CAMPANIA: “ITALIA SOTTO MAZZETTA” – L’associazione “Libera Campania” ha commentato l’operazione parlando di una corruzione “dilagante, silenziosa e invisibile”, con costi sociali ed economici enormi che ricadono sui cittadini. L’inchiesta, sottolinea Libera, si inserisce in un quadro più ampio: “C’è un’Italia sotto mazzetta: dalle false attestazioni di residenza per la cittadinanza, ai certificati di morte fittizi, alle tangenti per appalti nella sanità, nei rifiuti, nelle opere pubbliche, fino ai concorsi universitari truccati e allo scambio politico-elettorale”.

I PIÙ POPOLARI