NOLA (rgl) – Non si ferma la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante. Anzi, mentre si attendono risultati concreti dal confronto con il Governo, la mobilitazione si intensifica e produce effetti sempre più pesanti sulla vita quotidiana di cittadini, pendolari e imprese. Questa mattina, intorno alle 7, è stato temporaneamente chiuso sulla A1 Milano-Napoli il nodo con la A30 Caserta-Salerno per i veicoli provenienti da Roma a causa delle manifestazioni in corso. Secondo Autostrade per l’Italia si registrano: 3 chilometri di coda tra Caserta Nord e il bivio con la A30 in direzione Napoli; 2 chilometri di coda tra Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma; chiusura dell’uscita di Nocera-Pagani in entrambe le direzioni e chiusura del nodo tra la A1 e la SP1 Casoria per chi proviene da Roma ed è diretto verso la SS7 Appia. Presidi e blocchi vengono segnalati anche nell’area Asi di Nola, all’Interporto di Nola e nell’area logistica di Marcianise-Maddaloni, considerati tra i principali epicentri della protesta in Campania. Le conseguenze iniziano a colpire anche il trasporto pubblico. Eav ha infatti comunicato che la mancata consegna del gasolio da parte dei distributori sta creando pesanti criticità operative. Da oggi sono previsti tagli e soppressioni di numerose linee autobus e, in assenza del ripristino delle forniture, dal 24 ottobre potrebbero essere coinvolti anche alcuni servizi ferroviari.
SCAFFALI VUOTI E DISTRIBUTORI A SECCO – La vertenza sta producendo effetti anche sulla distribuzione delle merci. Tra Napoli, Caserta e Salerno si registrano le prime difficoltà nell’approvvigionamento dei prodotti freschi, mentre in molte zone si assiste a una vera e propria corsa alle scorte. Nei supermercati iniziano a scarseggiare soprattutto: carne, uova, ortofrutta e prodotti refrigerati. Contemporaneamente aumenta la pressione sui distributori di carburante, molti dei quali hanno già esaurito le scorte disponibili. In Penisola Sorrentina e in diverse aree della Campania si registrano lunghe file ai distributori e alcuni impianti hanno sospeso l’erogazione per mancanza di carburante.
ANCHE ALLA LEONARDO DI NOLA SCATTA LO SCIOPERO – Alla mobilitazione si aggiunge anche il sostegno dei lavoratori dello stabilimento Leonardo di Nola. Le rappresentanze sindacali Fim-Cisl e Fiom hanno proclamato 8 ore di sciopero su tutti i turni, esprimendo solidarietà alla protesta degli autotrasportatori e condividendone le ragioni. Nel comunicato diffuso nello stabilimento si sottolinea come il caro carburante e il continuo aumento dei costi di trasporto stiano mettendo in difficoltà lavoratori e famiglie, aggravando anche la gestione quotidiana degli spostamenti nell’area industriale nolana. “La solidarietà tra lavoratori è un valore fondamentale: quando la crisi e le difficoltà colpiscono una categoria, la risposta deve essere collettiva e unitaria”, scrivono le organizzazioni sindacali.
L’ALLARME DEI SINDACATI – “Siamo di fronte a un’emergenza economica e sociale che ha già superato il livello di guardia. Gli scaffali dei supermercati si svuotano, i carburanti scarseggiano e cittadini, lavoratori e famiglie stanno pagando un prezzo insostenibile”, afferma Nicola Lustro, segretario Filt-Cgil Campania. Sulla stessa linea Ferdinando Ferraiuolo della Uil Trasporti Campania: “Il caro carburante sta mettendo in ginocchio l’autotrasporto e le conseguenze si stanno estendendo all’intero sistema dei trasporti e della distribuzione delle merci. Senza interventi immediati garantire la continuità dei servizi diventerà sempre più difficile”.
SALVINI: “COMPRENDIAMO LA PROTESTA, MA NO AI BLOCCHI ILLEGALI” – Intervenendo a Radio Anch’io, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha dichiarato: “Siamo vicini a tutti quelli che lavorano, capiamo la loro sofferenza, ma altra cosa sono i blocchi illegali. Altra cosa è danneggiare milioni di lavoratori, produttori, agricoltori, pescatori e pendolari”.









