CASANDRINO (rgl) – “Aiuto, è sotto casa!”. È la richiesta disperata arrivata alle 21.40 alla caserma dei carabinieri di Grumo Nevano da una donna terrorizzata dalla presenza dell’ex compagno sotto la sua abitazione. Una vicenda che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi e che si è conclusa con l’arresto di un 53enne, accusato di atti persecutori nei confronti della sua ex compagna, una donna di 49 anni. La storia sarebbe iniziata già nel pomeriggio di ieri, quando l’uomo, dopo una serie insistente di telefonate, avrebbe raggiunto la donna in un bar di Grumo Nevano dove si trovava con un’amica. Quello che lui avrebbe definito un chiarimento si sarebbe trasformato rapidamente in una violenta aggressione. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, tra minacce e insulti, il 53enne avrebbe afferrato la donna per un braccio tentando di impossessarsi del suo telefono cellulare. Non riuscendoci, l’avrebbe strattonata e tirata per i capelli fino a costringerla a lasciare la presa sullo smartphone. Quando la vittima è riuscita a recuperare il cellulare e ad allontanarsi in auto, l’uomo l’avrebbe inseguita in scooter. La situazione è precipitata in serata. Rientrata nella propria abitazione a Casandrino, la donna si sarebbe accorta dell’improvvisa interruzione della corrente elettrica. Guardando dallo spioncino avrebbe visto l’ex compagno davanti alla porta di casa. Spaventata, ha immediatamente chiesto aiuto ai carabinieri. Quando la pattuglia della sezione Radiomobile della compagnia di Caivano è arrivata sul posto, i militari hanno trovato l’uomo arrampicato su un’impalcatura installata sul retro del palazzo per lavori di ristrutturazione. Il 53enne era riuscito a raggiungere il balcone della cucina dell’abitazione della donna e si trovava accanto alla finestra protetta da una grata. Secondo quanto riferito dalla vittima, continuava a intimarle di aprire. I carabinieri lo hanno bloccato e condotto in caserma. Successivamente è stato accertato anche il distacco dell’energia elettrica, presumibilmente provocato dallo stesso uomo attraverso il contatore collocato al piano inferiore dell’edificio. Le indagini hanno inoltre fatto emergere che la donna aveva già denunciato l’ex compagno nei mesi di luglio e agosto e che sulla vicenda era già stato avviato un procedimento nell’ambito del Codice Rosso. Dalle testimonianze raccolte sarebbe emerso un quadro di comportamenti persecutori fatto di telefonate continue, appostamenti e minacce che avrebbero provocato nella vittima un costante stato di paura. A supporto delle accuse, i militari hanno acquisito le immagini di videosorveglianza del bar dove si sarebbe verificata l’aggressione e documentato le lesioni riportate dalla donna. L’uomo è stato arrestato e trasferito in attesa delle decisioni dell’Autorità giudiziaria.






