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Benevento, false presenze all’ospedale San Pio: sospesi una biologa e un medico responsabile di reparto

BENEVENTO (rgl) – Avrebbero attestato falsamente la propria presenza in servizio mentre si trovavano altrove, in alcuni casi perfino all’estero. Per questo il gip del tribunale di Benevento ha disposto la sospensione dall’esercizio di pubblici uffici e servizi per 12 mesi nei confronti di due dipendenti dell’Azienda Ospedaliera San Pio: una dirigente biologa e un dirigente medico responsabile di reparto. Il provvedimento arriva al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento e condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia cittadina. Secondo l’ipotesi accusatoria, i due professionisti sarebbero gravemente indiziati dei reati di falsa attestazione della presenza in servizio e truffa aggravata ai danni di un ente pubblico. L’indagine, avviata nel maggio 2025, ha riguardato il periodo compreso tra novembre 2024 e giugno 2025. Gli investigatori hanno utilizzato diversi strumenti di verifica, tra cui l’analisi dei tabulati telefonici, il tracciamento delle celle telefoniche, il monitoraggio GPS di un’autovettura in uso alla dirigente e i dati del sistema nazionale di rilevazione targhe. Gli accertamenti avrebbero consentito di documentare che, in alcune giornate in cui risultava formalmente presente in ospedale, la biologa si trovava invece in altre città italiane e perfino all’estero, con trasferte documentate in Portogallo e Francia. Le attività investigative avrebbero inoltre accertato che la professionista, durante l’orario di servizio, si recava spesso presso strutture sanitarie private per svolgere altre attività lavorative. Determinante anche il confronto tra le timbrature dei badge del personale. Secondo la Procura, sarebbe emersa una sospetta coincidenza tra gli orari registrati dalla dirigente biologa e quelli del dirigente medico, che avrebbe timbrato il cartellino della collega durante la sua assenza. In base agli accertamenti, alla donna vengono contestate 312 ore di presenza fittizia, corrispondenti a un presunto profitto illecito di 8.820 euro, mentre al medico vengono attribuite 67 ore non lavorate, per oltre 2.300 euro. Ritenendo concreto il rischio di reiterazione delle condotte contestate, il gip ha disposto la sospensione di entrambi dagli incarichi pubblici per un anno. È stata invece respinta la richiesta di sequestro preventivo avanzata dalla Procura.

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