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Napoli, cuccioli malati venduti come cani di razza: cinque arresti e sequestri da 43mila euro

NAPOLI (rgl) – Cinque persone, tra titolari e gestori di noti esercizi commerciali cittadini, sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Sezione Ambiente della Procura della Repubblica di Napoli e condotta dai carabinieri del nucleo Cites di Napoli. Contestualmente sono stati denunciati ulteriori soggetti ritenuti coinvolti nell’organizzazione. L’operazione ha portato anche al sequestro preventivo di 43mila euro, considerati profitto delle presunte truffe contestate, oltre al sequestro di quattro esercizi commerciali, animali da compagnia, medicinali veterinari, sistemi di videosorveglianza e documentazione sanitaria e fiscale.  L’indagine è partita dal ritrovamento di un cucciolo di cane abbandonato in fin di vita sulla pubblica via e successivamente deceduto per gravi patologie e deficit immunitari. Da quell’episodio gli investigatori avrebbero scoperto un presunto sistema organizzato che faceva capo a piĂą attivitĂ  commerciali e a un importatore di cuccioli provenienti dall’Est Europa. Secondo la Procura, gli animali, prevalentemente cani di piccola taglia come Chihuahua, Barboncini, Spitz, Maltese e Chow Chow, venivano pubblicizzati online come esemplari di razza, con pedigree e certificazioni che, secondo l’accusa, non avrebbero avuto valore legale o sarebbero stati falsamente attestati. Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato irregolaritĂ  nella documentazione sanitaria, assenza di microchip in numerosi casi e la presunta somministrazione abusiva di farmaci per occultare temporaneamente i sintomi di malattie infettive e parassitarie. Le perizie eseguite dagli specialisti del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’UniversitĂ  Federico II di Napoli avrebbero accertato la presenza di patologie come Parvovirosi, Cimurro e Giardia, oltre all’incompatibilitĂ  tra l’etĂ  biologica reale degli animali e i dati riportati nella documentazione consegnata agli acquirenti. Gli inquirenti parlano di oltre 50 episodi di presunta truffa e frode in commercio, con clienti che avrebbero acquistato in buona fede cuccioli risultati gravemente malati e in numerosi casi deceduti poco dopo la vendita.

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