spot_img
spot_img
spot_img

I PIÙ LETTI DELLA SETTIMANA

ARTICOLI CORRELATI

Cicciano, il conto di una storia lunga 27 anni: la vicenda Sefiln supera i due milioni di euro

CICCIANO (Nello Lauro) – Alla fine il conto è arrivato. E supera i due milioni di euro, interessi compresi. Una vicenda iniziata nel 1999, attraversata da accordi, consulenze tecniche, sentenze e appelli, che nel 2026 si traduce in un pesante onere per le casse comunali. A palazzo di città si sono succedute le amministrazioni Castoria, Caccavale, Arvonio, Corrado e nuovamente Caccavale, oltre a tre gestioni commissariali prefettizie. Sono cambiati sindaci, assessori, consiglieri comunali e dirigenti, ma il contenzioso con la società Sefiln è rimasto aperto per anni. Oggi il Comune deve dare esecuzione alle decisioni giudiziarie e ha approvato una variazione urgente di bilancio con l’applicazione di 1.507.705,37 euro di avanzo vincolato. Il costo complessivo della controversia, considerando gli interessi e gli altri oneri, supera invece i due milioni di euro. Per capire come si sia arrivati a questa cifra bisogna tornare alla fine degli anni Novanta.

TUTTO COMINCIA NEL 1999 – La vicenda nasce nel 1999, quando il Comune affida a Sefiln attività di supporto nella gestione dei tributi comunali, tra cui Ici, Iciap e Tarsu. Quello che inizialmente è un rapporto legato alla gestione delle entrate si trasforma in una controversia sui compensi maturati e sulle somme dovute. La società rivendica crediti consistenti, mentre il Comune contesta gli importi richiesti. Il confronto si sposta così nelle aule giudiziarie.

L’ACCORDO CHE NON CHIUDE LA PARTITA – Nel 2003 le parti sottoscrivono un accordo transattivo con l’obiettivo di definire le contestazioni. L’intesa, destinata a diventare uno dei punti centrali della controversia, non mette però fine al conflitto. La società ne sostiene la validità a fondamento delle proprie richieste economiche, mentre il Comune continua a contestare le somme rivendicate. La questione resta aperta e, con il passare degli anni, assume un peso sempre maggiore.

LA CONSULENZA E LA SENTENZA DEL 2022 – Un passaggio importante arriva con la consulenza tecnica disposta dal Tribunale di Nola, chiamata a ricostruire il credito e le diverse voci economiche, tra aggi, interessi e rimborsi, tenendo conto anche dei pagamenti già effettuati. La svolta giudiziaria arriva nel 2022. Con la sentenza numero 1038, il Tribunale di Nola riconosce la validità dell’accordo del 2003 e condanna il Comune al pagamento di 1.455.238 euro, oltre agli interessi commerciali e alle spese legali. Le principali eccezioni sollevate dall’ente vengono respinte. La decisione rende più concreta la prospettiva di un esborso significativo per il bilancio comunale, ma la controversia non si esaurisce con quella pronuncia.

L’ULTIMA BATTAGLIA GIUDIZIARIA – Dopo la sentenza viene notificato l’atto di precetto per il pagamento delle somme dovute. Il Comune si oppone, sostenendo che alcuni importi già versati debbano essere ulteriormente detratti dal credito richiesto dalla società. Anche questa iniziativa non produce il risultato sperato dall’ente. Il Tribunale di Nola, nel 2023, e successivamente la Corte d’Appello di Napoli, nel 2025, respingono le contestazioni del Comune e confermano, secondo la ricostruzione degli atti, la correttezza dei conteggi. Dopo anni di verifiche e iniziative giudiziarie, la vicenda arriva così a incidere direttamente sulla programmazione finanziaria dell’ente.

NEL 2026 IL CONTO ARRIVA IN BILANCIO – Nel 2026 il Comune approva una variazione urgente di bilancio per dare esecuzione alle decisioni giudiziarie, applicando 1.507.705,37 euro di avanzo vincolato. La cifra non coincide con il costo complessivo della controversia, che supera i due milioni di euro considerando gli interessi maturati e gli altri oneri. Si tratta di importi diversi: il primo è quello delle risorse applicate attraverso la variazione contabile, il secondo rappresenta la dimensione economica complessiva della vicenda. Le due cifre, quindi, non vanno sommate automaticamente.

IL PESO DI UNA STORIA LUNGA 27 ANNI – La cronologia racconta da sola la durata del contenzioso: l’affidamento del 1999, l’accordo del 2003, la sentenza del 2022, i successivi passaggi giudiziari del 2023 e del 2025, fino alla variazione di bilancio del 2026. Nel mezzo, quasi tre decenni di vita amministrativa cittadina, con sindaci e maggioranze differenti e tre gestioni commissariali prefettizie. Una controversia nata da un rapporto relativo alla gestione dei tributi comunali e diventata, nel tempo, una questione dalle pesanti ricadute finanziarie. Ogni passaggio ha aggiunto un capitolo a una storia che sembrava appartenere al passato e che invece continua a produrre conseguenze nel presente. Perché il caso Sefiln non è soltanto una causa giudiziaria. È il racconto di come una decisione amministrativa assunta alla fine degli anni Novanta possa continuare a produrre effetti fino al 2026. Dopo ventisette anni, resta una sola certezza: il conto è arrivato. E supera i due milioni di euro.

I PIÙ POPOLARI