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Fanghi industriali sversati nei campi: sequestri da 1,5 milioni e 8 misure cautelari nel Casertano

CASERTA (rgl) – Otto persone raggiunte da misure cautelari, tra imprenditori e dipendenti, e un sequestro preventivo da oltre 1,5 milioni di euro. È il risultato di un’operazione eseguita nelle prime ore di oggi dai carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli e dal comando provinciale dei carabinieri di Caserta, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli.  Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. L’inchiesta, avviata nel settembre 2024 dai carabinieri del Noe di Napoli e Caserta insieme alla compagnia di Santa Maria Capua Vetere, avrebbe consentito di individuare un presunto sodalizio dedito allo smaltimento illecito di rifiuti nell’area della cosiddetta Terra dei Fuochi.  Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, da un impianto di recupero di rifiuti speciali non pericolosi con sede a Castel Volturno uscivano ingenti quantitativi di fanghi derivanti dal trattamento dei reflui industriali di aziende conserviere del Salernitano. Tali materiali, secondo l’ipotesi accusatoria, non sarebbero mai stati realmente sottoposti ai previsti processi di recupero, ma sarebbero stati falsamente classificati come materiale recuperato e successivamente sversati su terreni agricoli dell’agro aversano, poi arati e seminati. Le indagini hanno inoltre documentato il presunto conferimento di inerti da demolizione che, anziché essere trattati, sarebbero stati scaricati direttamente sui terreni circostanti per operazioni di livellamento fondiario. Gli investigatori contestano anche l’utilizzo di documentazione ritenuta falsa per attestare che i rifiuti avessero perso la qualifica di scarto ed erano diventati materia prima seconda. Il gip ha disposto il divieto temporaneo di esercizio dell’attività d’impresa nel settore dei rifiuti per due indagati, il divieto di dimora nella provincia di Caserta per altri sei soggetti e il sequestro preventivo della somma di 1.530.000 euro, della società coinvolta, dei beni mobili e immobili, dei mezzi utilizzati per il trasporto dei materiali e dei terreni interessati dagli sversamenti.

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