Il neo Ministro della Difesa Mario Mauro visita i militari italiani in Afghanistan

Il Ministro della Difesa, Mario Mauro, ha visitato oggi il contingente militare italiano schierato nella regione occidentale dell’Afghanistan: è la prima visita del neo ministro della Difesa. “La libertà ha un prezzo e il prezzo è anche la vostra presenza attiva qui. È per questo che io oggi sono qui, per dirvi grazie”, da detto Mauro.

Accompagnato dal capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, il ministro è stato accolto dal comandante del Regional Command West (RC-W), generale di brigata Ignazio Gamba, con il quale si è intrattenuto per ricevere un aggiornamento sulla situazione inerente alle operazioni in corso e di futuro svolgimento e, successivamente, ha incontrato il personale italiano dislocato presso la base di ‘Camp Arena’. Qui il Ministro della Difesa si è rivolto ai militari presenti esprimendo loro l’apprezzamento e la gratitudine del Governo e degli Italiani per i sacrifici affrontati consapevolmente e l’alta professionalità quotidianamente dimostrata.

Prima di lasciare la regione ovest, il Ministro Mauro si è recato – a bordo di un elicottero NH-90 della Task Force ‘Fenice’ – presso le basi avanzate (Forward Operating Base) di Farah e Shindand, nelle quali sono schierati i comandi delle due Transition Support Unit italiane, le unità di manovra basate rispettivamente su 8° e 7° reggimento alpini della brigata ‘Julia’ che, nell’ambito del delicato processo di transizione, assistono e supportano le forze di sicurezza afghane nel controllo delle province di Herat e Farah.

CINQUE SOLDATI NATO UCCISI DA ORDIGNO,TUTTI AMERICANI  – Cinque soldati americani della Nato sono rimasti uccisi da un ordigno nel sud dell’Afghanistan. Lo riferisce la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato) in un comunicato. Pochi giorni fa, tre soldati britannici erano rimasti uccisi da una mina nella provincia di Helmand, sempre a sud. Domenica scorsa i talebani hanno lanciato l’annuale ‘offensiva di primavera’ minacciando di prendere di mira le basi militari straniere e le aree diplomatiche.

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