Il ritorno di Arvonio, per “Paese Futuro” un debutto in rosa e senza veleni

di Bianca Bianco

Raffaele Arvonio sul palco di piazza Mazzini

Raffaele Arvonio sul palco di piazza Mazzini

CICCIANO- A volte ritornano. A sette mesi dal suo addio anticipato alla res publica avvenuto nel novembre 2012, ed a due anni dalle elezioni che lo incoronarono sindaco, venerdì sera Raffaele Arvonio è tornato sul palco a presentare il suo nuovo progetto elettorale. La lista civica “Paese Futuro” ha debuttato in una piazza Mazzini gremita di sostenitori e curiosi. Il brano “Rivers flows to you”  è stato la colonna sonora di una attesissima rentrée politica,  l’avvocato Nicola Nappi la “voce narrante” della serata, tutto il resto lo hanno fatto, e soprattutto detto, i candidati. Il galateo politico ha voluto che il battesimo di “Paese Futuro” si colorasse di rosa. Solo cinque su sedici candidati sono stati chiamati a spiegare le proprie idee della città, tutte donne. Maria De Riggi, ex lavoratrice, ha spiegato le ragioni di una scelta politica motivata “dalla passione che aveva mio padre e che ho io sin dai tempi di Mimì Cavezza e del Partito repubblicano”. “La nuova amministrazione- ha detto dal palco-  deve essere libera, non deve avere vincoli, deve impegnarsi nella soluzione dei problemi del paese ascoltando tutti, soprattutto i più deboli”. Per Lucia Marotta, moglie e mamma “bisogna riportare Cicciano al ruolo che aveva nel passato, oggi perso sia politicamente sia culturalmente”. Tra i principali obiettivi della sua proposta programmatica “la scuola locale, cui va data maggiore attenzione migliorando la qualità della vita degli studenti e formandoli come cittadini”. Annalisa Casoria, infermiera, ha sottolineato: “Mi candido perché desidero realizzare qualcosa per la mia città. Abbiamo tanti progetti in favore delle fasce deboli, realizzabili anche grazie al contributo delle onlus e delle associazioni”. Dopo di lei Teresa Covone, cassiera all’Auchan, che dopo un attacco alle amministrazioni passate (“Molti hanno pensato più a promettere ed a far credere di avere la bacchetta magica”)ha invocato “un cambio di metodo e di mentalità, rendendo partecipi giovani e donne che possono contribuire a creare una città più dignitosa”. Veria Vassallo, operatrice nel web marketing,  ha spiegato i propri propositi per la cittadina del Palio: “Aiutare i poveri, non dimenticare i tanti stranieri disorientati e senza sostegno, offrire servizi ai disabili, risolvere le disparità sociali che ancora esistono”, con un accorato appello anche per la salvaguardia dei tanti randagi. Tante idee, molta sensibilità femminile nel proporle. Le cinque candidate coi loro discorsi hanno preparato il campo a Raffaele Arvonio che ha deciso di tenere un discorso sobrio e senza attacchi alla controparte, almeno per ora. “Sono di nuovo qui- ha spiegato- con la speranza che sia nato un nuovo modo di vivere la politica. Io ho onorato la parola data ai mici cittadini due anni fa, mettendo fine con le mie dimissioni all’agonia che stava vivendo la nostra Cicciano. Non si poteva più andare avanti. A novembre lasciai con la speranza che la classe amministrativa si rinnovasse, e che quell’atto fosse l’inizio del cambiamento. Per noi lo è stato. Da gennaio abbiamo cominciato a creare questo progetto, a marzo è nato un comitato promotore ed oggi siamo qui, non espressione di una ideologia ma di un progetto che continuerà anche dopo”. Per i competitor di “Uniti per Cicciano” solo un cenno finale (“Faccio loro il mio in bocca al lupo”, poi spazio al programma che va dalla trasparenza amministrativa alle politiche sociali, toccando temi caldi come la scuola, gli impianti sportivi, l’ambiente, la valorizzazione delle risorse del Comune. Un programma spiegato nelle 12 pagine della brochure elettorale distribuita in piazza durante il comizio. Molti punti programmatici “chiari e semplici” per chiedere ai ciccianesi di riportare Arvonio sulla poltrona più ambita.

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