giovedì, Febbraio 29, 2024
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Fair play e vecchi merletti a Cicciano, il primo Consiglio comunale tra buonismo e spaccature

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di Bianca Bianco

CICCIANO- I toni sono da libro cuore, ma l’idea è che le lame di coltello non siano in un cassetto, ma siano state mandate ad affilare. Ieri pomeriggio si è consumato il Consiglio comunale di insediamento della nuova amministrazione di Cicciano. Sei punti all’ordine del giorno in due ore e mezza di discussione che hanno evidenziato già una certezza: la minoranza a quindici giorni dal voto è  spaccata. Si sono formati infatti due gruppi, all’interno dell’opposizione: Peppe Tarantino è capogruppo di “Una promessa per Cicciano” (con  Lucio Amato), dunque rinuncia al nome della propria lista perché “Uniti per Cicciano” sarà il gruppo di Felicia Delle Cave Aniello e Giovanni Capolongo (con quest’ultimo capogruppo ). La maggioranza invece resta unita intorno alla figura del capogruppo Aniello Pizza.

 

Il Centro Nadur, riaperto per questo consiglio comunale, è pieno e “bollente” non solo per la temperatura. Il pubblico assiste attento e con la voglia di partecipare. Applaude ogni nuova nomina, incoraggia Arvonio ed i suoi, fischia impietosamente Giovanni Capolongo, sostiene Felicia Delle Cave, riserva un applauso anche a Lucio Amato. E’ un pubblico di parte, ma il primo cittadino dovrà richiamarlo più volte all’ordine soprattutto per le intemperanza contro Giovanni Capolongo.

Si apre con il breve discorso di saluto di Raffaele Arvonio, improntato al fair play: “Sarò il sindaco di tutti, lavorerò con il supporto della mia maggioranza ma chiedo la collaborazione della minoranza” dice, ma il clima è subito spezzato dalla polemica di Giovanni Capolongo sulla agibilità del Centro Nadur. Botta e risposta con Arvonio (che legge una relazione tecnica per giustificare la riapertura). Archiviato il pacifico battibecco, Arvonio giura ed indossa la fascia tricolore alle 16,30. Subito dopo, la lettura dei punti programmatici che prediligono “competenza e trasparenza”. Al centro “Paese futuro” vuole mettere il programma, per questo ciascuno degli assessori e dei delegati elenca le proprie velleità amministrative. Maria De Riggi (vicesindaco ed assessore al personale) punta sulla trasparenza (“Mai più documenti nascosti”); Giovanni Marino (Sport e Polizia locale) intende esternalizzare le strutture sportive; Gennaro D’Avanzo (Lavori pubblici) vuole riaprire l’isola ecologica di via Tavernanova; Giovanni Corrado (Urbanistica) punta sul Puc e sul Verde pubblico; Nicola Dell’Anno, delegato al Bilancio, promette: “Non aumenteranno le tasse” tra gli applausi; Veria Vassallo, delegata alle politiche sociali, assicura: “Siamo il nuovo, da oggi basta con le parole, facciamo i fatti”.

La minoranza decide di tenere il profilo (abbastanza) basso. Aniello Capolongo si becca i primi fischi evocando senza nominarlo Peppe Caccavale, ex sindaco non ricandidatosi in queste elezioni e mettendo in guardia Arvonio “da persone che sbandierano accordi scritti prima delle elezioni”. Giovanni Capolongo: ”Non ostacoleremo la maggioranza, ma saremo sulla barricata in caso di illegalità. Tu hai promesso il cambiamento, ora è tutto nelle tue mani visto il consenso della maggioranza dei cittadini. Ma noi siamo stati votati e dobbiamo svolgere il nostro ruolo. Saremo utili al paese”. Lucio Amato seppellisce l’ascia di guerra: “La politica si faccia in consiglio ed in commissione. Non in procura”. Poi aggiunge: “Al massimo alla Corte dei Conti”. Poche parole distensive per Felicia Delle Cave, assoluto fair play per Tarantino che fa gli auguri e i complimenti al sindaco ammettendo: “La gente ha scelto il nuovo, infatti gli ex amministratori sono stati bocciati. Ora si lavori per il rinascimento di Cicciano”.

Si chiude con le nomine della commissione elettorale  (Teresa Covone e Lucia Marotta (maggioranza) e Aniello Capolongo per la minoranza. Supplenti: Annalisa Casoria e Veria Vassallo per la maggioranza  e Lucio Amato per la minoranza) e con quella del presidente del consiglio comunale. Si scrutina due volte per l’omonimia tra Lucio ed Antonio Amato (i consiglieri di maggioranza avevano votato indicando solo il cognome). Alla fine viene eletto Antonio Amato. Il ‘giallo’ arriva sul vice. La maggioranza vota Felicia Delle Cave che rinuncia (“Non sono stata avvertita”). Dopo una breve pausa “Paese Futuro” fa marcia indietro ed elegge Veria Vassallo. Alle 18,30 si chiude il primo consiglio comunale della amministrazione Arvonio.

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