domenica, Maggio 26, 2024
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Roghi agricoli, contadini in guerra contro gli ambientalisti: “Ci volete rovinare”

di Bianca Bianco

ROCCARAINOLA- Contadini contro amministrazione ed ambientalisti. Al centro, l’osteggiata ordinanza numero 7 del 28 maggio 2013 con cui l’ente guidato dal sindaco Raffaele De Simone vieta l’abbruciamento del fogliame dei campi da parte degli agricoltori. Una ordinanza nata da una serie di confronti con altri comuni del Nolano, cui in seguito si sono adeguati Scisciano, Visciano, Cicciano, San Paolo Bel Sito, ed a cui dovrebbero accodarsi tutti i Comuni dell’Agro, sebbene già Tufino si sia posta in contraddizione. Un documento voluto dal Forum Ambiente Area Nolana, che ha creato dibattito intorno alla necessità che i roghi agricoli che ogni giorno, appena inizia l’estate, affumicano l’area nolana, siano vietati senza se e senza ma.

Ma al grido di “Gli ambientalisti hanno rovinato l’Italia”, l’incontro tenutosi ieri presso l’aula consiliare del Comune di Rocca (si intitolava “Controfumo”) ha evidenziato la distanza di pensiero ed azione tra il mondo agricolo e quello ambientalista. In mezzo, i sindaci che vorrebbero e dovrebbero fare applicare l’ordinanza ma si trovano a combattere con una pratica, quella dell’abbruciamento, che i coltivatori portano avanti da sempre. Eppure, hanno sottolineato con forza Annamaria Iovino e Gennaro Esposito (Forum Ambiente Area Nolana) “esistono delle alternative, come il sovescio e poi la trinciatura, sistemi che evitano i roghi, tutelano l’ambiente, preservano la salute, aiutano i contadini”. Su questi sistemi alternativi i forumisti hanno pure diffuso dei depliant. Ma non hanno convinto la folta platea di lavoratori della terra, che hanno contestato ogni aspetto, dall’ordinanza alle proposte degli ecologisti.

“Non potete imporci il divieto di accendere fuochi due mesi prima del raccolto”, “Chi paga le spese aggiuntive?”, “Tutelate l’ambiente ma affossate noi contadini”, “Perché non pensate alle fabbriche, alle discariche, ad altri fumi, e trattate noi come banditi?” sono solo alcune delle contestazioni sollevate durante le due ore di intensa discussione da chi teme che interrompere la prassi dei roghi di foglie e sterpaglie compertà costi aggiuntivi che peseranno sulla già moribonda coltura delle nocciole. Il sindaco di Roccarainola Raffaele De Simone ha risposto alle richieste assicurando il contributo del suo ente, che metterà a disposizione scarrabili e un macchinario per consentire di adeguarsi all’ordinanza, a costo zero. I sindaci di Visciano e Casamarciano hanno chiesto agli agricoltori di non contestare e rispettare la legge, e di fatto promesso una linea morbida. Diverso l’intervento del vicesindaco di Tufino Pellegrino Falco che ha criticato il divieto assoluto di roghi, e affermato che bastano le ordinanze con finestre orarie (quelle in vigore in molti paesi).

In questa babele di voci, tra ambientalisti ed agricoltori, anche le forze di polizia ed i tecnici.  Il tenente Andrea Valente della polizia provinciale ha chiesto massimo rispetto dell’ordinanza e la fine degli atteggiamenti “criminali” di chi accende falò incurante della salute e della incolumità. Discusso (dal Forum) l’intervento del rappresentante del Corpo forestale dello Stato, che ha chiarito come nel perseguire chi viola l’ordinanza si dovrà prediligere chi lo fa con roghi “in pianura” piuttosto che in montagna. Più tecnici gli interventi del componente della Coldiretti e dell’agronomo Carmine Strocchia, il primo orientato alla difesa dei contadini ma che ha assicurato che saranno fatti passi in avanti (previsto a breve un incontro con il procuratore generale di Napoli Martusciello) ed il secondo che ha spiegato le “virtù” dei metodi alternativi alla combustione di foglie.

Al termine della discussione non si è giunti ad una soluzione condivisa. L’ordinanza a Roccarainola c’è, è in linea con la normativa nazionale, e verrà fatta rispettare con una serie di step tra cui la messa a disposizione di scarrabili e trinciatori. Ma il popolo delle nocciole, soprattutto i piccoli proprietari terrieri, non ci sta. E promette “Continueremo a bruciare”.

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