Dieci sindaci contro la Gori, nella “battaglia” manca l’area nolana

acquaROCCAPIEMONTE- Dieci sindaci della Campania, rientranti nell’Ato3 Sarnese- Vesuviano, hanno formato una “Rete”. Quella, appunto, dei sindaci dell’Ato3 Sarnese- Vesuviano per la ripubblicizzazione del servizio idrico. Una rete che ha ricevuto il battesimo ufficiale da padre Alex Zanotelli, presente a Roccapiemonte alla nascita del movimento formato dai primi cittadini di Angri, Casalnuovo, Castel S. Giorgio, Fisciano, Nocera Inferiore, Palma Campania, Pompei, Roccapiemonte, Sarno, Siano.  

A questa “rete” dovrebbero aggiungersi quelli di Castellamare di Stabia, Portici, San Giorgio a Cremano, Striano, Terzigno e San Gennaro Vesuviano, che hanno manifestato l’interesse ad aderire alla rete. Dall’elenco mancano tutti i Comuni dell’area nolana. Assente il sindaco di Nola Geremia Biancardi, invitato all’incontro.  “Una scelta incomprensibile che dimostra ancora una volta la scarsa sensibilità dell’amministrazione comunale di Nola – denunciano i rappresentanti del Comitato civico per la difesa del diritto all’acqua – Non è possibile sbandierare in campagna elettorale il vessillo dell’acqua pubblica e poi operare ogni volta in senso diametralmente opposto”.

Obiettivo del neonato coordinamento è quello di avviare il percorso di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, creando le condizioni per la messa in liquidazione dell’attuale gestore Gori Spa.  La rete dei sindaci porterà avanti alcune azioni concrete come impugnare in sede di Tribunale Amministrativo la Delibera numoero 17 del 29 aprile 2013 del Commissario Straordinario dell’Ato3 che prevede l’aumento delle tariffe idriche a carico degli utenti del 13,5 %; chiedere incontro presso l’autorita’ per l’energia elettrica e il gas (Aeeg) a cui presentare osservazioni in merito agli aumenti tariffari definiti dalla Delibera del Commissario di Ato3; verificare la costituzione di uno staff di esperti per il supporto ai sindaci nell’individuazione dei passi fondamentali per la liquidazione dell’attuale soggetto gestore e la ripresa in carico del servizio idrico dei comuni attraverso forme societarie (Enti di Diritto Pubblico) che garantiscano una gestione efficiente, efficace, solidale, partecipativa ed ecologica.

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