Fiat, Manfredi (Pd): “Inaudito l’attacco al vescovo di Nola”

Il deputato Pd Massimiliano Manfredi

Il deputato Pd Massimiliano Manfredi

NOLA- “L’attacco rivolto dalla Fiat a Monsignor Beniamino Depalma è totalmente inaudito ingiustificato, e offende l’intera comunità del territorio della provincia di Napoli, afflitta da emergenze occupazionali che necessitano di risposte immediate”. A dichiararlo è il deputato nolano del Pd Massimiliano Manfredi.  “L’atteggiamento di Fiat, dal referendum in poi, si è rivelato divisivo contro ogni mia aspettativa, diventando inammissibile nel momento in cui sono state escluse dagli accordi tutte le forze che si opponevano al nuovo contratto – continua – Il Vescovo di Nola, invece, in questi mesi ha operato come meglio non poteva, ascoltando e raccogliendo le istanze di migliaia di famiglie del territorio che vivono cocenti difficoltà legate all’incertezza lavorativa dei dipendenti di Pomigliano d’Arco non ancora rientrati nello Stabilimento. Una dimostrazione di sensibilità e accortezza che non merita di essere additata come condotta funzionale a presunte frange violente di protesta, come incautamente ipotizzato nella lettera scritta e oggi pubblicata dal responsabile del Plant G.B.Vico”. 

“Nessuno, tra i politici, gli amministratori o i sindacalisti realmente impegnati nella vertenza, nè tantomeno monsignor Depalma, ha mai appoggiato o spalleggiato comportamenti violenti nei pressi dello Stabilimento – aggiunge Manfredi – L’unica protesta legittima è quella decisa ma pacifica dei 1300 lavoratori che, avendone pienamente diritto,  hanno chiesto e chiedono all’azienda risposte sulla loro condizione occupazionale. Sono oltre due anni che aspettano di sapere se potranno tornare al lavoro, e man mano che il tempo passa diventa sempre più concreto il rischio che si possano trovare definitivamente fuori dal ciclo produttivo. Un pericolo da scongiurare con un serio piano aziendale, supportato dalle istituzioni e concordato con le forze sindacali, un piano che non crei alcuna frattura tra chi, come i 3200 dipendenti già rientrati, oggi lavora alacremente e rende onore al territorio, e chi, come coloro che attendono il riassorbimento, ha la stessa voglia di rimettersi all’opera per soddisfare l’azienda e ridare dignità alla propria famiglia. E’ questo il vero tema, il resto sono polemiche strumentali e scorrette, ancor di più se mettono in dubbio la buona fede e il ruolo sociale e spirituale di Monsignor Depalma, che insieme a tutta la Curia di Nola ha espresso lo spirito di una Chiesa che, sulla linea di Papa Francesco, vuole unire e non dividere, “sporcandosi le mani” in prima persona per essere da stimolo alla politica, all’impresa e alla società tutta, come condiviso nell’incontro in Vescovado di giovedì scorso. Alla Fiat dico: le mura del G.B.Vico non diventino una barriera insormontabile tra chi lavora e chi è fuori”.
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