Simmo ‘e Napule paisà

di Luca Angeli (Maidirecalcio.com)

Lo scorso Martedì, il 23 Luglio dell’anno corrente la SSC Napoli ha ufficializzato, con il suo arrivo a Fiumicino, l’acquisto di Gonzalo Higuain, ormai ex punta del Real Madrid. L’acquisto del “Pipita” è stato solo l’ultimo (per ora) di un gran numero di movimenti riguardanti il club di De Laurentis, che dopo aver incassato la bellezza di 63 milioni per l’asso uruguagio Edinson Cavani è riuscito a costruire una squadra in grado, probabilmente, di giocarsela quasi alla pari della Juventus. E’ qui però che si palesa l’ immensa abilità del tifoso medio italiano che è in grado di affermare che: “Il Napoli si è indebolito, ho venduto Cavani!”. Ora, in questo spazio, cercherò di farvi capire come questa affermazione sia solo figlia di osservazioni quanto meno discutibili.

Per analizzare una squadra si deve, per forza di cose, partire dal tecnico. Anche qui la società partenopea ha subito una variazione, fuori Mazzarri dentro Rafa Benitez, fresco campione d’Europa con ilChelsea. Ora, se il Napoli in questi ultimi anni si è affermato come realtà del calcio italiano grandissima parte del merito va attribuita al tecnico livornese. L’esplosione di tanti campioni come Lavezzi, Hamsik e Cavani sono stati sicuramente, uniti ad un gioco a tratti spumeggiante, il punto di forza del neo-interista. Arrivato però ad un passo dal vertice, Mazzarri ha palesato la mancanza di ambizione e mordente. Questo ha convinto DeLa a cambiare rotta e capitano, affidando il timone ad un marinaio navigato come Benitez, che tanto bene ha fatto al Chelsea, nonostante gran parte dei suoi tifosi gli siano sempre andati contro. Il tecnico iberico ha portato una ventata di internazionalità in un team veramente poco esperto a livello internazionale.

Così si passa a sfoltire la rosa. Da se vengono varie cessioni di contorno come quelle di Rinaudo, Cigarini, Grava, Rosati, El Kaddouri e Santana. Gli acquisti, ben sette ad un mese dalla chiusura del mercato, seguono un preciso schema tattico, il 4-2-3-1 che ha fatto le fortune (parecchie) e le sventure (decisamente di meno) del tecnico madrileno. Così la città campana ha visto arrivare al capezzale degli azzurri giocatori di valore, che vanno a sostituire altri non proprio adatti a certi palcoscenici. Dal folletto belga Dries Mertens all’ala tutto pepe Callejon, senza scordare i nuovi portieri Pepe Reina (che Benitez ha allenato a lungo) e il brasiliano Rafael, il livello tecnico della  rosa si è assolutamente alzato. Poi con una trattiva tanto dispendiosa quanto importante è arrivato anche Gonzalo Higuain, tagliato fuori da Mourinho lo scorso anno e da Ancelotti quest’estate. Il valore della punta però rimane incredibile, i suoi goal regolari e pesanti hanno affossato molte squadre della Liga, la sua unica pecca è forse quella che nei momenti clou tende a sparire dal campo. Ma se serviva un giocatore in grado di sostituire il “Matador”, lui è sicuramente l’uomo giusto. La difesa, il reparto forse più debole, è stato puntellato dal terzo uomo proveniente da Madrid, l’esperto centrale spagnolo Raul Albiol, ragazzo nel giro della nazionale spagnola da tempo.

Ad un mese e più dalla chiusura del mercato il roster a disposizione di Benitez ha raggiunto uno step superiore, che lo erge quasi al livello della Juventus di Conte. Il gap, nel tempo che rimane può assottigliarsi ancora di più e salvo, ultimi botti sotto la Mole, difficilmente la squadra torinese può aumentare il suo vantaggio. Ovviamente alla fine dei conti sarà il campo a dare il verdetto finale, ma è certo che quest’anno la Serie A ci farà divertire come non succedeva da anni e un po’ di concorrenza, che in queste ultime due stagioni è sembrata mancare un filo, può solo che rendere più bello e più entusiasmante un campionato che ha voglia di tornare ai fasti di un tempo. Parola di juventino…

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