Sommese si fece rimborsare 91 euro della Tarsu: “Ma era per la mia segreteria politica”

Carmine Sommese

Carmine Sommese

SAVIANO- Novantuno euro (91) per la tassa sui rifiuti solidi urbani. Anche questa esigua somma sarebbe finita tra i rimborsi ottenuti da Carmine Sommese, sindaco di Saviano e consigliere regionale (anomalia su cui si pronuncerà la Corte costituzionale) in qualità di presidente del gruppo misto federato con “Caldoro presidente”. Tra le indiscrezioni seguite ai 53 avvisi di chiusura indagini notificati ad altrettanti consiglieri regionali per presunte spese folli coi soldi dei rimborsi, spiccano questi 91 euro che Sommese avrebbe utilizzato per pagare la tarsu (l’intera somma contestatagli è di oltre 14mila euro). Il primo cittadino-consigliere però si difende. Quei novantuno euro non erano il rimborso della regione per il pagamento della tassa relativa ad un immobile di sua proprietà di via Ciccone a Saviano ma “della sede della mia segreteria politica in via Molino, 9 a Saviano” visto che Sommese è residente a Saviano ma domiciliato a Baiano (dove è proprietario della Clinica Villa Maria).

L’inchiesta della guardia di finanza sui rimborsi ai gruppi consiliari che ha portato a 53 avvisi di gravanzia ha svelato retroscena grotteschi. I consiglieri si sarebbero fatti rimborsare di tutto: le sigarette, la tintura per i capelli, i giocattoli, cene, vino, dolci. Molti soldi erano destinati alla comunicazione. I consiglieri saranno ascoltati dalla Guardia di Finanza, alla quale potranno presentare eventuali ricevute, fatture o scontrini che servano a giustificare l’impiego del denaro per il funzionamento dei gruppi.

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