Un corteo contro l’autovelox di Comiziano, ma il sindaco si difende: “Non sono lo sceriffo della 7bis”

 

 

 

 

autovelox2autovelox1 di Paola Litto
COMIZIANO- Un corteo di protesta, centinaia di automobilisti imbufaliti, due territori (Nolano e Baianese) uniti contro il nemico comune, un gruppo Facebook che ha raccolto quasi 2mila adesioni in pochi giorni e i social network in fibrillazione. Tutto questo grazie ad una scatoletta grigia, quella dell’autovelox di Comiziano piazzato lungo la Nazionale 7bis. L’autovelox che da aprile fa strage di punti patente e portafogli, con multe fino a 670 euro ed un limite basso, troppo basso secondo gli autisti. Cinquanta km orari su una strada che un po’ porta a spingere l’acceleratore. Da quando è stato installato, ad aprile, l’autovelox ha mietuto centinaia di “vittime”. Automobilisti multati che però non ci stanno a subire il “salasso”e che, proprio attraverso il gruppo facebook, hanno deciso di organizzare un corteo di protesta lungo la 7bis. Un corteo che parte da Avella e arriva a Comiziano, una lenta marcia verso la scatolina delle polemiche.

I conducenti multati fino ad oggi e che ogni giorno fanno la fila nell’ufficio del Comando vigili urbani di Comiziano non si contano. Racconta Clara, avvocato del Baianese incappata nelle maglie dell’autovelox comizianese: “Andavo in Tribunale a Nola, ero sì in ritardo ma non correvo. Infatti hanno immortalato la mia auto che andava a 66 km orari. Quando mi è arrivata questa multa sono rimasta scioccata, anche perché andare a 50 km orari su quella strada è assurdo, è un limite troppo basso. Bisognerebbe portarlo a 60. Tanto è vero che da quando ho preso la multa cerco di aggirare quel tratto di 7bis, così mi risparmio sanzioni e torno pure prima a casa”. Clara non è l’unica automobilista finita tra le grinfie della scatola ammazza-velocità. Decine di conducenti multati ogni giorno fanno capolino negli uffici del Comando dei vigili urbani di Comiziano (che si trova proprio sotto il Comune) cercando anche una mediazione. Una mediazione (cioè uno sconticino) che non può esserci, come spiegano i caschi bianchi: “Ormai il sistema è automatizzato, si inserisce la multa e quella somma è quella da pagare”.

L’autovelox è stato installato dall’Anas, la società proprietaria della strada. Solo il 20% dei ricavi può finire nelle casse dell’ente comizianese. Ma il sindaco del piccolo comune del Nolano è finito comunque nella bufera. Paolino Napolitano però non ci sta a passare per lo “sceriffo” della 7bis:“Non è stato il mio ente ad installare l’autovelox, ma l’Anas che è proprietaria della strada e la Prefettura. Vorrei chiarire soprattutto un aspetto importante, relativo ai proventi delle multe: spettano all’Anas per l’80%, il restante 20% al Comune”. Napolitano è molto amareggiato soprattutto per certe voci distorte, secondo le quali con i soldi delle sanzioni Comiziano vorrebbe risanare i suoi debiti (causati da un ammanco di 800 mila euro creatosi qualche anno fa per la condotta infedele di un impiegato): “Non è assolutamente vero, è una mera strumentalizzazione”. Intanto però gli uffici del Comando di polizia municipale sono presi d’assalto dagli automobilisti: “Capisco la loro rabbia, è brutto ricevere una multa, ma l’autovelox su quel tratto era necessario. In troppi corrono, superano i limiti consentiti”. A proposito del limite di 50 km orari, alcuni lo considerano troppo basso: “Lo ha imposto l’Anas, non certo io”.

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