mercoledì, Maggio 22, 2024
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Circumvesuviana, viaggio sui binari dell’approssimazione- l’inchiesta

NOLA- Circumvesuviana, la ferrovia dell’orrore. Treno scandalo, il peggiore d’Italia. Fioccano terribili aggettivi per descrivere uno dei mezzi di trasporto più usato per spostarsi nella provincia napoletana. Quello che ogni giorno porta centinaia di pendolari dall’area nolana al capoluogo partenopeo, utenti che giocano quotidianamente la scommessa del “passerà o non passerà?”, “si fermerà o non si fermerà?”. La maglia nera della compagnia di trasporti più inguaiata d’Italia gliel’ha data l’anno scorso Legambiente nell’annuale dossier “Pendolaria” che ha fotografato un servizio scadente ed approssimativo proprio nei mesi in cui iniziavano le difficoltà per l’holding Eav cui appartiene Circum e le vicissitudini societarie e dei passeggeri. Il settimanale “Panorama” ne dipinge un quadro devastante con un reportage lungo la più disastrata linea della Penisola. Una linea su binari lungo la quale  tutto è concesso: non pagare il biglietto, devastare le stazioni, rompere i vetri delle vetture, vandalizzare ogni spazio condiviso con altri pendolari. E lungo la quale tutto è sottratto ai viaggiatori: treni nuovi, vagoni puliti, certezza su orari di partenza ed arrivo e persino sicurezza. A ieri risale l’ultimo incidente, un’auto travolta ad un passaggio a livello senza sbarre sulla Napoli-Poggiomarino, scena fotocopia (senza vittime) della tragedia avvenuta l’anno scorso a Somma Vesuviana quando due donne morirono travolte da un convoglio proprio ad un passaggio con dissuasore luminoso e senza sbarre.

Oggi Circumvesuviana ha 200 milioni di debiti e 1396 dipendenti (275 amministrativi), una azienda messa all’ingrasso, scrive Panorama,  per colpa del clientelismo, del nepotismo, della cattiva gestione da parte della Regione e con la quale hanno fatto banchetto governi regionali di centrosinistra e di centrodestra non riuscendo però in cambio a portarla a standard nemmeno europei, ma italiani. Dal 2010 ad oggi ad Eav (che riunisce Circumvesuviana, Sepsa e Metro Campania Nordest) sono stati destinati 626 milioni di euro a fronte di un debito della holding pari a 525 milioni. All’ingrasso anche i dirigenti, con stipendi dorati (da 185mila a 183mila euro annui) ed un numero (40 nel 2012) che quasi equivale  quello dei treni.

I treni. Sono 142 ma 89 sono fermi, quindi a viaggiare sono attualmente soltanto 53  su binari su cui si procede con una media di 20 km orari. Dei 24 Metrostar acquistati nell’era Bassolino, 10 attualmente sono fermi. Quando furono aggiunti al parco mezzi della Circum non ci si accorse che erano troppo alti per le banchine di 91 stazioni e troppo veloci per le rotaie usurate delle tratte. Si corse ai ripari alzando le banchine, ma una decine degli avveniristici convogli sono comunque oggi ancora in deposito.

E poi sono sporchi: sono 5,8 i milioni di euro in bilancio per il servizio di pulizie ma gli addetti non hanno tempo per pulire tutti i treni essendo questi troppo pochi e quindi costretti a ripartire in poco tempo per garantire le corse. Corse sempre precarie, perché a causa di manutenzioni e problemi strutturali, ma anche di stati di agitazione proclamati più volte nel corso dell’ultimo anno, non sono sempre garantite. Così come non è garantito il rispetto degli orari. Disservizi cui gli utenti, abituati a spostarsi lungo questo tragitto da Terzo mondo, sono ormai assuefatti e spesso complici: la Vesuviana è la ferrovia con la più alta percentuale di evasori. I

 

 

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