Nola e quella promessa mancata per il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa

dallachiesaEra il 3 settembre del 1982. Trentuno anni fa, a Palermo, moriva, ucciso nel corso di un attentato mafioso, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale dei Carabinieri che già nella lotta al terrorismo aveva profuso il massimo impegno investigativo. Lo stesso impegno che lo contraddistinse nel dare battaglia alla criminalità, rimanendone poi vittima. Nel maggio del 1982, all’epoca il governo era retto da Giovanni Spadolini, fu nominato  prefetto di Palermo per contrastare l’insorgere dell’emergenza mafia. A tre mesi dalla nomina, nel settembre del 1982, Carlo Alberto Dalla Chiesa è seduto al fianco della giovane seconda moglie (sposata solo poche settimane prima) Emanuela Setti Carraro, la quale è alla guida di una A112: in via Carini a Palermo, l’auto viene affiancata da una BMW con a bordo Antonino Madonia e Calogero Ganci (in seguito pentito), i quali fanno fuoco attraverso il parabrezza, con un fucile kalashnikov AK-47. Verrà ucciso anche un agente della scorta.

Tre anni fa il sindaco di Nola Geremia Biancardi affermò pubblicamente che Nola avrebbe avuto la sua via Generale Dalla Chiesa. Non una strada qualunque, ma via Sarnella avrebbe dovuto essere intitolata all’eroe dell’antimafia, anche perché lì era prevista la costruzione della nuova caserma della Compagnia carabinieri di Nola. La promessa di Biancardi avvenne nel corso di un convegno al quale partecipava Nando Dalla Chiesa, figlio giornalista del generale. Da allora, purtroppo, alla proposta non è stato dato seguito. Esiste una strada (chiusa, almeno secondo la mappatura del Comune)a Polvica, mentre della intitolazione di via Sarnella non si parla più.

 

 

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