Furti in casa nel Nolano, anche dormire fa paura

gescaldi Paola Litto

NOLA- Avere paura di prendere sonno temendo una visita dei ladri. F. è una ragazza poco più che adolescente del Rione Gescal di Nola e con questa paura convive da un po’ di giorni. “Stanotte mi sono addormentata alle quattro- racconta-. Temevo che ci entrassero in casa, non ci sentiamo più sicuri”. Come lei altri abitanti del quartiere, un quartiere che si sente sempre più abbandonato. Strade dissestate, illuminazione pubblica assente, immondizia e ora anche le incursioni di malintenzionati pronti a tutto, persino a segare un portone di ferro, pur di portare a casa la refurtiva. “Li abbiamo sentiti, e non una volta sola- continua F.-. Segavano un cancello. Altri sono entrati nelle case con i proprietari dentro. Ma non solo alla Gescal. Hanno rubato anche al Rione Stella, l’ultima volta ad una vecchietta”. F. la racconta come fosse una epidemia. Una epidemia cui non si è trovato ancora rimedio, anzi. “Ci sentiamo abbandonati- dice con l’ingenuità della sua giovane età-. Non capisco perché tutta Nola è vigilata e sorvegliata e la Gescal no? Qui dovrebbero girare le forze dell’ordine. Tutte le notti”.

Quella dei furti in appartamento nell’area nolana non è più una escalation, ma una condizione costante. Sarà la crisi economica, saranno altri fattori, ma piccoli e grandi centri subiscono i raid in appartamento. Decine tra Nola e hinterland. A colpire bande miste di italiani e stranieri, alcuni non esitano a puntare un’arma contro i malcapitati. I racconti, cui la cronaca fa fatica a stare dietro, sono tanti e riguardano ogni comune. Chi colpisce vuole soldi facili oppure oro facile da piazzare. Chi non ha mezzi per colpire nelle case, punta al rame o al ferro.

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