Truffa dei falsi sinistri, la contabilità parallela ed i “libri mastro” degli indagati

tribunaleNolaNOLA- Bloc notes e veri e propri libri contabili. La “cricca” dei falsi sinistri gestiva le frodi come una vera e propria azienda, gestita da avvocati e con una organizzazione interna composta di medici compiacenti, procacciatori, faccendieri, un contabile (un impiegato di una banca con sede a Nola) ed una rendicontazione puntuale dei propri “affari”.

Nella “fabbrica del pezzotto” si appuntavano entrate (i rimborsi) e le uscite (le spese per certificati falsi e bolli contraffatti).

Nel corso delle perquisizioni compiute presso studi legali ed abitazioni degli indagati (ricordiamo che sono in tutto 400 le persone finite sotto inchiesta) è saltata fuori anche la documentazione contabile occulta degli aderenti al “sodalizio”. Nel corso di un controllo nello studio di due legali a Somma Vesuviana, ‘spunta’ prima i certificati falsi e i referti appezzottai. Poi l’elemento più interessante: i bloc notes su cui i togati annotavano le pratiche per le quali erano stati acquistati i referti medici. Con precisione certosina, gli avvocati appuntavano quanti certificati erano stati comprati, e quanto erano costati. Un libro mastro, sul quale venivano indicate anche le spese per l’acquisto di bolli e contributi governativi falsi. Un’altra agendina con conteggi simili riguardava invece le forniture di documenti sanitari. Sempre falsi.

Stessa scoperta nello studio di un medico di Somma Vesuviana: su un fantomatico “libro delle presenze” il professionista teneva la contabilità dei certificati comprati da colleghi compiacenti, soprattutto presso i presidi di pronto soccorso. I conteggi erano mensili, a dimostrazione della costanza e della mole degli affari dell’organizzazione. Ma si elencavano anche i fornitori (altri medici) e quanto materiale era stato acquistato.

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