martedì, Giugno 25, 2024
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Guerra di camorra, otto arresti per quattro omicidi compiuti nel 2002

ACERRA- Sono otto le ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti degli indagati, appartenenti ai clan De Sena, Egizio, Tortora, Crimaldi e Veneruso, operanti nei comuni di Acerra e Casalnuovo di Napoli, ritenuti responsabili a vario titolo di omicidio, tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco, con l’aggravante delle finalità mafiose. Ad eseguire il provvedimento gli uomini del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, emesso dal GIP presso il Tribunale di Napoli su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia. L’indagine, che riguarda quattro omicidi avvenuti tra la primavera e l’autunno del 2002, ha consentito di individuare i mandanti e gli esecutori materiali degli omicidi di Carmine Esposito, elemento apicale della nuova camorra organizzata e del clan De Sena (commesso ad Acerra il 24 aprile del 2002), di Domenico De Luca, appartenente al clan Tortora (12 agosto 2002), di Gennaro Panico, affiliato al clan Crimaldi (17.08.2002), e di Giuseppe D’alessandro, organico al clan Egizio (commesso a Sant’Anastasia il 9ottobre del 2002).

Il movente dei fatti di sangue è stato ricondotto alla guerra di camorra, in atto nel 2002, per il controllo delle attività illecite sui territori dei Comuni di Acerra, Casalnuovo di Napoli e Volla, effetto del nuovo asse criminale che allora si venne a creare tra il clan Crimaldi-Tortora di Acerra, il clan Egizio di Casalnuovo e il clan Veneruso di Volla, al fine di contrapporsi al clan De Sena, che deriva dall’ormai disciolta organizzazione cutoliana, di cui proprio Carmine Esposito era stato uno dei principali protagonisti. Nell’ambito delle indagini è stato documentato l’altalenante susseguirsi di alleanze e contrapposizioni tra clan, evidenziando il nesso di consequenzialità temporale e di causalità che lega i quattro delitti, nella misura in cui il primo della serie (l’omicidio di Esposito Carmine) è stato la causa scatenante del secondo (omicidio di De Luca Domenico), che a sua volta ha costituito causa e ragione degli ulteriori due (omicidio di Panico Gennaro e omicidio di D’alessandro Giuseppe).

Le vicende sono state ricostruite attraverso il le confessioni di numerosi collaboratori della giustizia, alcuni dei quali diretti responsabili di alcuni degli omicidi, che all’epoca dei fatti erano organici, con ruoli apicali, alle singole organizzazioni interessate. Preziose peraltro si sono rivelati gli esiti di alcune attività di intercettazione, telefoniche e ambientali, svolte all’epoca dei fatti dalla p.g. delegata e che, per effetto degli apporti forniti dai collaboratori di giustizia, si è stati in condizione di rivalutare e reinterpretare alla luce dei nuovi elementi di prova raccolti.

Velino.it

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