Incidente in autostrada, 75enne in condizioni disperate: anziani salvati da automobilisti coraggiosi

L'auto su cui viaggiavano Mario e Carolina Formicola

L’auto su cui viaggiavano Mario e Carolina Formicola

AVELLA-  (di Bianca Bianco) Ancora sangue sull’autostrada A16. Due anziani originari del Napoletano sono rimasti coinvolti ieri mattina in un terribile incidente sulla Napoli- Canosa. La loro auto, una Panda alimentata a gpl, è stata tamponata da una Renault Megane guidata da un medico 36enne di Marigliano. I due, Mario Formicola di 75 anni, residente a San Sebastiano al Vesuvio e la sorella Carolina Formicola, che abita da anni ad Ariano Irpino, sono rimasti gravemente ustionati e versano in gravissime condizioni, ricoverati presso l’ospedale Cardarelli di Napoli. Il più grave è Mario, che era alla guida e che ha riportato lesioni interne e ustioni sul quaranta percento del corpo. Il loro destino poteva essere più cruento, avrebbero potuto rimanere intrappolati tra le lamiere incandescenti della loro utilitaria se non fossero intervenuti alcuni automobilisti che hanno assistito al gravissimo tamponamento ed hanno tirato fuori i due anziani dall’abitacolo in fiamme, adagiandoli sull’asfalto in attesa dei soccorsi, arrivati dopo pochi minuti. Si tratta dell’ennesimo sinistro su questa autostrada macchiata dal sangue di tante vittime.  Erano all’incirca le 7 di ieri mattina, Mario e Carolina viaggiavano sulla Panda in direzione Canosa quando, al chilometro 24,300, tra i caselli di Tufino e Baiano, all’altezza del Comune di Avella, la Megane guidata dal medico per cause da accertare li ha tamponati ad alta velocità. L’urto è stato terribile; la vettura dei due fratelli si è ribaltata e si è capovolta più volte. La fuoriuscita di benzina dal serbatoio ha innescato un incendio che ha rapidamente avvolto l’abitacolo. Mario e Carolina erano imprigionati tra le lamiere contorte, privi di coscienza, mentre la corsa della Megane si è arrestata pochi metri dopo contro un guard rail. Il professionista non ha riportato ferite, per i due anziani soccorsi da altri conducenti le condizioni sono invece subito apparse gravissime. Sul posto è immediatamente arrivata la squadra dei Vigili del Fuoco di Napoli, del vicino distaccamento di Nola, seguita da quella di Avellino, le quali hanno trovato la Panda ribaltata ed ancora avvolta dalle fiamme ed hanno scongiurato col loro rapido intervento lo scoppio del serbatoio di gpl. Una ambulanza del 118 ha trasportato le vittime all’ospedale più vicino, il “Santa Maria della Pietà” di Nola. Poche ore dopo il ricovero nel nosocomio nolano, la gravità delle condizioni di entrambi ha reso però necessario il trasferimento presso l’ospedale “Cardarelli” di Napoli, dove sono giunti in gravissime condizioni. Ad avere la peggio il 75enne Mario Formicola, che ha riportato profonde ferite e serie ustioni sul corpo e delle lesioni interne causate dal violento impatto con lo sterzo. I primi rilievi, utili a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente, sono stati eseguiti dagli agenti della Polizia stradale del distaccamento Avellino Ovest, coordinati dall’ispettore Bruno. Secondo una prima ricostruzione, la Megane ha tamponato ad alta velocità l’utilitaria determinandone il ribaltamento. Il conducente, sotto choc dopo il tremendo impatto, come prassi in questi casi,  è stato sottoposto a test medici sulla presenza di alcol o altre sostanze nel sangue: test che hanno dato esito negativo. La sua posizione è ora al vaglio della Procura di Avellino che dovrà accertare le cause del sinistro. I due veicoli sono stati invece sequestrati per permettere altre indagini. Durante le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza delle due automobili,  l’autostrada è rimasta chiusa al traffico, nel senso di marcia in direzione Canosa, e il traffico è stato dirottato sulla Nazionale delle Puglie. Dopo circa un’ora e mezza la viabilità è tornata regolare. L’autostrada A16, nel tratto tra Nola e Monteforte, si riconferma maledetta. Tanti gli incidenti, alcuni mortali, che hanno insanguinato questa striscia d’asfalto nel corso degli ultimi mesi. L’ultimo a maggio, quando un operaio fu travolto e ucciso a pochi chilometri dal luogo in cui ieri i due anziani fratelli sono rimasti gravemente feriti.

 

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