Spuntano due prostitute sulla strada dello Stir di Tufino

– (di Bianca Bianco) Il panorama non è dei più romantici. Su un lato c’è lo stir che tritura i rifiuti di mezza provincia di Napoli. Dall’altro le cave che hanno divorato le montagne. In mezzo, una striscia di asfalto polverosa che fiancheggia una polleria dismessa e una campagna che ormai rende solo frutti malati. A completare l’opera, uno svincolo autostradale, le montagnole di due ex discariche e il puzzo che in certe serate afose inghiotte tutti i buoni propositi. Eppure, nonostante lo scenario un po’ tetro, questo lembo di terra tra Casamarciano, Tufino e la salita di Visciano un tempo protagonista di battaglie ambientaliste oggi è il palcoscenico del ritorno in grande stile dell’amore. Quello a pagamento offerto da procaci prostitute.  Proprio loro, i fantasmi della 7bis che da un pezzo avevano abbandonato il meretricio sull’ arteria che spacca il Nolano per preferire la degradata campagna di Boscofangone e da qualche settimana sono tornate a vendere sesso a buon mercato poco prima della rotonda tra lo svincolo della A16 e la salita per la cittadella della carità. Sono due, straniere,  e bazzicano la strada dei rifiuti di sera, quando il calare delle tenebre favorisce incontri clandestini lungo gli sconnessi guard rail. Facile incontrarle e facile intuirne la presenza nelle anonime auto dai vetri appannati in cui scambiano effusioni a prezzo fisso con i clienti.

La loro presenza su questa via sicuramente non centrale ma nemmeno così lontana dai paesi ha turbato gli automobilisti che ogni giorno aggirano il traffico della 7bis imboccandola. Le due donne non sono più ormai presenze invisibili perché la loro attività è stata segnalata ai comandi di polizia locale dei paesi sul cui crocevia hanno deciso di battere puntando forse sul “mercato” dei camionisti che raggiungono lo Stir. Sinora non ci sono state retate. Le ragazze sono ancora lì, a fare “colore locale” in una zona in verità già abbastanza bastonata.  Fino a che qualcuno non deciderà che c’è un limite a tutto, anche in una strada che porta al trituratore di munnezza.

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