ESCLUSIVA GL Nola, ecco dove è stato massacrato Sasha- FOTO E VIDEO

NOLA (Nello Lauro e Bianca Bianco) – Nei luoghi di Sasha si lavora. “Sposta, sposta. Questo pure è da buttare, questo fa schifo. Dottò, state attento a dove mettete i piedi c’è un buco come una casa”. In via Polveriera è una giornata come un’altra di lavoro. I dipendenti della ditta delle Ferrovie dello Stato (vestiti come la polizia scientifica) stanno (ri)pulendo la zona a pochi metri dalla stazione di Nola. Entriamo sotto un arco che ci ammonisce che l’area è videosorvegliata (davvero?) e ci troviamo di fronte un mondo. Nella zona che qui chiamano “delle casette” diversi ambienti tutti rigorosamente senza porte e finestre. Qui (sopra)vvivono anzi sopravvivevano da tempo i senza tetto di Nola, tra questi anche il 38enne Vaslav ribattezzato Sasha dal giornale locale.it e in seguito dalla comunità virtuale che lo ha adottato. Oggi del passaggio di Sasha e degli altri disperati restano poche tracce: letti, giacigli, coperte, qualche bottiglia di birra e un fiasco di vino magari per riscaldare il corpo nelle fredde e glaciali serate, anche grucce per appendere vestiti. Ma tutto questo e quello che c’era sta finendo nei bustoni neri e sul bobcat dei lavoratori delle Fs. Sono spariti gli arredi e da qualche giorno anche gli ospiti dell’albergo dei disperati. “Non viene nessuno – dice uno dei due operai di Torre del Greco – da 10 giorni che lavoriamo non abbiamo più tracce”. Quando chiediamo di Sasha ci dicono: “Ah quel ragazzo con la barba? Lo ricordiamo, persona tranquilla, che gli è successo?”.  Spieghiamo che il senzatetto è stato massacrato da un branco la notte del 17 marzo: “Ah ecco cos’erano quelle macchie di sangue e quel masso che abbiamo trovato giorni fa”. In effetti in una delle stanze c’è ancora l’alone ematico, testimone della brutale aggressione ancora senza responsabili: sarebbero sei persone, tutte di Nola (alcune indiscrezioni parlano anche di una ragazza) tra i 17 e 22 anni, arrivate a piedi forse dalla stazione e fuggite a piedi dal lato opposto secondo le ultime ricostruzioni. “Qui vengono in tanti e ognuno ha la sua stanza come vedete, ma noi stiamo pulendo, di più non sappiamo”. Quando chiediamo se il posto è stato sequestrato dicono: “No, abbiamo sempre lavorato, sono venuti la polizia, la televisione, qualche curioso ma nessuno ha sequestrato niente”. Strano, davvero. Quando usciamo su uno dei pali dell’alta tensione c’è l’immagine di San Paolino, mentre la fotografiamo uno dei due lavoratori ci chiede: “Che santo è?” “San Paolino, patrono di Nola” “Ah, dottò lui ha visto tutto”. Già.

 

 

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