Furto di ostie consacrate, choc nel Nolano: l’ombra delle messe nere

MARIGLIANO- La storia ha fatto preso il giro del Nolano e del Vesuviano. La racconta “Il Mattino” che scrive del furto di ostie consacrate avvenuto presso il Convento dei Frati di San Vito, a Marigliano. La denuncia, pubblica ed inequivocabile, è arrivata direttamente da uno dei frati, Fra Salvatore Vilardi, che ha condiviso con i fedeli una faccenda inquietante capitate tra le mura della chiesta mariglianese. Una vicenda che ha fatto pensare ad un ritorno dei riti satanici, quelli che tra i Nolano ed il Vesuviano hanno sempre attecchito ed avuto una platea sfortunatamente attenta e partecipe.

Fra Salvatore è stato schietto: “Con grande disinvoltura insospettabili fedeli si confondono nella massa e una volta ricevuta l’ostia consacrata la mettono in tasca di nascosto, rubandola”. La dichiarazione del sacerdote, pubblica, ha causato choc e sconcerto nella comunità di fedeli mariglianesi che si sono chiesti chi e perché compia un gesto sacrilego come il furto di ostie. Un gesto che fa il paio con la scomparsa dell’acqua santa, pure denunciata tempo fa.

Dietro il furto di ostie, secondo la maggior parte dei fedeli, c’è proprio il mercato dell’occulto e del satanismo, quello che arriva a valutare sino a cento euro l’ostia consacrata trafugata in chiesa. Ostia che poi viene utilizzata per blasfemi riti dedicati a Satana durante cerimonie per adepti adoratori di Lucifero. Uno scenario sconvolgente, contro il quale i frequentatori del Convento e delle altre chiese di Marigliano chiedono un intervento. Vietando per esempio che l’ostia sia porta sulla mano del fedele e obbligando chi la riceve ad accorglierla dentro di sè dinanzi l’altare, senza ‘gestirla’ con le proprie mani. Solo così si potrebbe evitare il furto.

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