Nola, Vaslav fu pestato per avere reagito agli insulti del branco

Sasha

Vaslav

NOLA-(di Nello Lauro e Bianca Bianco)  E’ trascorso più di un mese, per l’esattezza 35 giorni, da quando- la notte del 17 marzo- il senzatetto Vaslav è stato aggredito e preso a bastonate da sette ragazzi di Nola. Da allora la Procura della Repubblica  non ha intrapreso ancora alcun provvedimento, nonostante i passi avanti investigativi fatti grazie a testimonianze e denunce anonime. Le identità dei sette del branco, note in certi ambienti nolani, soprattutto quelli che orbitano intorno al mondo gigliante e calcistico, sarebbero palesi anche agli inquirenti che però, trattandosi di cinque minori e due maggiorenni tutti incensurati, stanno procedendo con grande cautela in attesa anche delle autorizzazioni del Tribunale dei Minori. Il rischio è però che l’attenzione mediatica, insieme a quella dell’opinione pubblica, sfumi, e che restino ombre su un caso che ha giustamente sconvolto e indignato la città di Nola. Un caso complicato, in cui il tassello più importante, il movente del pestaggio, è ancora oscuro.

IL MOVENTE– Secondo quanto risulta a fonti del giornalelocale.it, il pestaggio sarebbe stato un raid punitivo maturato quella stessa sera e per motivi futilissimi. I giovani coinvolti dopo una serata in giro per i luoghi della Movida cittadina sarebbero passati nei pressi della stazione ferroviaria e qui avrebbero infastidito il 36enne di origine ceca tirando delle pietre contro il suo rifugio, la casetta delle Ferrovie dello Stato che da anni è ospizio e bivacco di diseredati. Vaslav a quel punto sarebbe uscito dalle stanze diroccate brandendo un bastone contro il gruppo che in seguito avrebbe ‘punito’ quell’alzata di testa con il pestaggio compiuto con i pezzi di legno presenti proprio nella casetta e poi a quanto pare abbandonati sul posto e non si sa se requisiti dalla polizia di Nola. Di certo, tutto quello che era contenuto nel bivacco è stato in seguito raccolto e gettato da operai delle Ferrovie (solo tre giorni dopo). Ma il Procuratore Mancuso in una intervista ha chiarito che ogni rilievo è stato effettuato e ogni prova esaminata.

I NOMI– Le identità dei sette ragazzi (tutti nolani, tutti incensurati e provenienti da famiglie normalissime) sarebbero il segreto di Pulcinella. Secondo quanto risulta al giornalelocale.it sono stati anche ascoltati in commissariato e hanno nominato degli avvocati. Avrebbero ammesso la ‘bravata’.

VASLAV- Il giovane ceco cui tutta la città si è affezionata ha ricevuto la scorsa settimana anche la visita del vescovo di Nola Beniamino Depalma che si trovava in ospedale per l’inaugurazione del reparto di emodinamica. L’uomo è ingessato e dovrebbe essere dimesso perché adesso ha anche una sistemazione, trovatagli proprio dal vescovo nolano. Per lui si attende una risposta. Non basta la solidarietà, serve anche che sia fatta giustizia per quello che ha subito.

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