martedì, Giugno 25, 2024
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Cicciano, la Soprintendenza boccia il progetto di piazza Mazzini e salva i pini

pini_cicciano2 CICCIANO (Nello Lauro Il Mattino)  La piazza dei divieti. Doveva essere la nuova cartolina per l’ex città della pasta ma il progetto di riqualificazione di piazza Mazzini è stato di fatto “bocciato” dalla Soprintendenza. La  piazza con gli 11 pini napoletani che ha infiammato il dibattito sul web continuato con una raccolta di 400 firme, un flash mob con tanto di lutto al braccio, interrogazioni di associazioni e esponenti dell’opposizione. Con la richiesta dell’onorevole Salvatore Micillo capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati e del “Gruppo Attivisti Cicciano M5S” che hanno chiesto l’avvio del procedimento di dichiarazione dell’interesse culturale per il sito. La Soprintendenza di Napoli gelò l’amministrazione comunale: “La piazza è parte del tessuto del centro storico di Cicciano e su di essa prospetta il complesso di antiche origini della Casa-fortezza, e la piazza è già sottoposta, in via cautelare, alla normativa di tutela ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo 42/2004 che riguarda le opere progettate 50 anni prima (la piazza è del 1954)”. I tecnici del comune hanno poi scritto alla Soprintendenza per specificare le opere di “miglioramento” per il restauro urbano della piazza Mazzini. Ed è arrivata anche la seconda risposta (Protocollo 7437  del 10 giugno 2015  indirizzato al sindaco e al dirigente Utc e Tutela Ambiente)  sempre a firma del soprintendente Luciano Garella, ancora più vincolante della prima e che nello specifico parla anche dei pini:

Fermo restando il disegno e la geometria conferita alla piazza dal progetto – si legge – siano conservati alcuni esemplari di pino e, in particolare, quelli che descrivono un arco nell’area verso via Nola. Tali alberature, anche se dalla ricostruzione storica prodotta risultano impiantate negli anni Settanta del Novecento, si rileva che fanno ormai parte del contesto riconosciuto ed apprezzato dalla collettività per l’indubbia positiva funzione di creare significative zone d’ombra, grazie alla caratteristica chioma ombrelliforme. Attorno all’arco descritto dai pini da salvare si potrà creare un’aiuola eliminando l’attuale configurazione molto stretta che ha determinato i problemi dovuti alle radici emergenti da superfici pavimentate e aggiungendo panche sospese su appoggi sui due lati”.

La Soprintendenza di Napoli parla anche della sistemazione degli alberi prevista attorno alla statua di Mazzini: “Visto che gli alberi di Cercis siliquastrum (albero di Giuda o siliquastro) sono a foglia caduca, si prescrive di creare un’alternanza con i Querqus ilex (Leccio o quercia sempreverde) – già previsti nel progetto– per ottenere una cornice verde al monumento in tutte le stagioni e che, in primavera, durante la fioritura dei Cercis, possano creare un positivo contrasto cromatico”. Non solo: “La pavimentazione prevista nella piazza dovrà essere scelta evitando che il contrasto tra la pietra chiara e quella scura sia troppo netto ed avulso dalle tradizionali pavimentazioni dei centri storici della provincia di Napoli”.

Infine, la richiesta di una relazione scritta e fotografica per consentire alla Soprintendenza di vigilare sui lavori: “Si resta in attesa di comunicazione scritta– conclude la nota-  del nominativo del direttore dei lavori e della data di inizio degli stessi per consentire a questo Ufficio l’esercizio delle funzioni di tutela e vigilanza, anche per eventuali modifiche da prescrivere in corso d’opera. Il direttore dei lavori, a intervento concluso, ha l’obbligo dell’invio a questa Soprintendenza, di una relazione sulla corretta esecuzione delle opere, in conformità dell’autorizzazione rilasciata, corredata da documentazione fotografica”.

Una serie di prescrizioni dettagliate che di fatto bocciano il progetto dell’amministrazione comunale. I pini (o una parte) sono salvi. Parola di Soprintendenza.

 

Il progetto della nuova piazza Mazzini

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