Tufino senza vigili, Di Mauro: “Serve gestione associata”

TUFINO- Che fosse una polemica destinata a surriscaldarsi lo si poteva prevedere. Il 'caso' della mancanza di vigili urbani a Tufino infiamma la politica locale e non solo. Tutto parte dalla nota inviata alla prefettura dai consiglieri di minoranza Ferone, Colantonio e Esposito. Nel documento sottolineano la mancanza di agenti della Municipale (due sono andati in pensione, uno è in ferie) e mettono sotto accusa il comandante Michele Arvonio (a scavalco con Avellino, dove lavora per 30 ore settimanali). Il vertice dei vigili tufinesi ha risposto addebitando la responsabilità della situazione proprio all'attuale consigliere di minoranza ed ex sindaco Carlo Ferone, reo di avere avviato tre anni fa una procedura di stabilizzazione diretta di due vigili bocciata dalla giustizia ordinaria e da quella amministrativa. Ad affilare gli artigli è anche "Lista civica per Tufino" col suo rappresentante in assemblea Nicola Di Mauro. La compagine ricorda: "Il giorno 27 marzo 2015 a cavallo della trascorsa campagna elettorale il Commissario Prefettizio Biagio Del Prete convocò i tre candidati a sindaco: Nicola Di Mauro, Francesco Tommaso Esposito e Carlo Ferone affinché si pronunciassero sulla questione della gestione associata delle funzioni fondamentali con alcuni dei Comuni limitrofi. Ovviamente tra le funzioni fondamentali è da annoverarsi anche il servizio di polizia locale che a Tufino è deficitario, per non dire quasi assente, per carenza di organico. Il candidato a sindaco di Lista Civica, Di Mauro acconsentì con entusiasmo alla proposta che, invece, non fu accettata né dall'attuale sindaco Esposito né da Carlo Ferone. Ora in una situazione nella quale il Comune di Tufino è privo di ogni forma di vigilanza sul territorio (controllo viabilità , roghi agricoli, sversamenti illeciti) Lista Civica per Tufino ha l'obbligo di stigmatizzare il comportamento da irresponsabili assunto sia da Esposito che da Ferone in quell'occasione. I due esperti di amministrazione comunale rifiutarono la proposta ed in particolare Esposito all'epoca ritenne di non poter condividere tale iniziativa per questioni di opportunità  politiche amministrative. Esposito pensava forse di andare ad amministrare un Comune svizzero"". 
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