martedì, Giugno 18, 2024
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Cimitile, guerra per il vertice dell’Ufficio tecnico: Tar ‘boccia’ selezione

CIMITILE- Un nuovo dirigente momentaneamente ‘sospeso’ , un vecchio dirigente che “reclama” il settore di cui si è occupato per circa quindici anni e due professionisti che invalidano un bando di selezione. Sono gli ingredienti del ‘pasticcio’ andato in scena a Cimitile, nel quale l’ingrediente finale (ma non definitivo) è stato aggiunto dal tribunale amministrativo regionale con tre sentenze che hanno per ora sospeso l’efficacia di una lunga serie di provvedimenti intrapresi dal luglio del 2015, compreso un bando di selezione. Lo scorso luglio, a pochi giorni dall’entrata in scena della nuova maggioranza guidata dal sindaco Francesco De Palma, tra i primi atti della neo eletta giunta vi è la riorganizzazione della pianta organica dell’ente. Tra i provvedimenti più evidenti e che più fanno discutere, lo spostamento dell’architetto Michele Papa, da almeno 15 anni capo dell’ufficio tecnico comunale del Comune di Cimitile, al settore “Ambiente ed Ecologia”. Uno spostamento che la maggioranza ha giustificato con l’esigenza di dare un nuovo assetto organizzativo all’ente ma che i maligni hanno bollato come una defenestrazione vera e propria di chi per almeno tre lustri è stato deus ex machina di un settore nevralgico. A luglio, il Comune decide poi di avviare una selezione per titoli per scegliere, tra professionalità esterne, il nuovo vertice dell’ufficio tecnico. La nuova selezione, cui partecipano anche gli architetti Nicola Litto ed Enrico Eliani, viene vinta da da un altro professionista ma a questo punto scattano i ricorsi al tar. Il primo a ricorrere è proprio Michele Papa che chiede l’annullamento previa sospensione di tutti gli atti che hanno condotto al suo spostamento in un altro settore emanati tra luglio e settembre. Altri due ricorsi sono proposti da Litto ed Eliani, che hanno partecipato alla selezione ma non sono stati scelti. Per i tre ricorsi, il tar accetta le motivazioni dei ricorrenti e sospende l’efficacia dei provvedimenti del Comune. In particolare, si legge nella pronuncia relativa al ricorso di Papa che la “attribuzione a soggetto esterno all’Ente delle funzioni dirigenziali dell’Area lavori pubblici – edilizia privata sono fondati sull’erroneo presupposto della insussistenza nella dotazione organica dell’Ente di figure professionali qualificate per l’espletamento delle funzioni dirigenziali attribuite (risulta non controverso tra le parti che il ricorrente ha svolto per anni le funzioni di responsabile del Settore tecnico e, di contro, non vengono allegate dalla amministrazione comunale ragioni, organizzative o funzionali, ostative alla prosecuzione da parte del ricorrente del predetto incarico dirigenziale)”.
 Il Tar accoglie anche i ricorsi di Litto ed Eliani con identica motivazione: “le modalità di espletamento appaiono essere violazione” della legge che “ha introdotto specifiche modifiche alle modalità di “conferimento di incarichi dirigenziali” prevedendo, espressamente che l’attribuzione di tali incarichi avvenga “previa selezione pubblica volta ad accertare, in capo ai soggetti interessati, il possesso di comprovata esperienza pluriennale e specifica professionalità nelle materie oggetto dell’incarico”. Per tutti e tre i ricorsi si entrerà nel merito nella prossima primavera. Nel frattempo in un settore importante come quello dedicato all’edilizia ed i lavori pubblici si assiste ad un vero e proprio terremoto. 
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