Nola, inchiesta sulla villa comunale chiusa da un anno

NOLA- La villa comunale di Nola è chiusa da un anno. A causa dei vincoli posti dalla Soprintendenza e di una inchiesta per presunte irregolarità nella gestione amministrativa da parte del Comune aperta dalla Procura di Nola, i giardinetti pubblici dedicati a Tommaso Vitale sono interdetti a bambini , anziani e famiglie. Per discutere della incresciosa condizione del principale polmone verde cittadino, popolato anche di alberi rari come il prezioso “Montezuma”, si è formalizzato il Comitato Civico ‘Salviamo il Montezuma’ “per rappresentare- si legge in una nota del neonato comitato-  gli interessi dei cittadini nei confronti del Ministero dei Beni Culturali e per seguire l’inchiesta giudiziaria e l’eventuale processo penale”. Giovedì il comitato sarà presentato ufficialmente (ore 10;30 presso il locale ‘Antica Dogana’ ). La vicenda relativa all’abbattimento del patrimonio arboreo e poi della chiusra della villa comunale va avanti ormai da due anni. “La Villa Comunale- spiegano gli attivisti-  è stata chiusa dall’amministrazione Biancardi dal settembre al novembre 2014, poi riaperta a natale per ospitare uno sponsor, poi richiusa fino a giugno 2015. Durante il giugno nolano l’amministrazione avviò gli abbattimenti degli alberi secolari, subito fermati dall’autorità giudiziaria, e in ogni caso aprì la villa non certo per i cittadini ma per ospitare il Gigli Food Festival. Subito dopo la festa dei gigli 2015, la villa è rimasta chiusa fino ad oggi. Già è emblematico che, nonostante il rischio crollo e il pericolo per la incolumità dei cittadini – il motivo che la giunta Biancardi continua a sbandierare per giustificare la chiusura – in ben due occasioni la villa sia stata aperta per motivi diversi rispetto alla godibilità da parte dei cittadini. I due ‘misteri’ che aleggiano sulla Villa Comunale e sui quali si interrogano da un anno e mezzo soprattutto anziani e genitori di bambini piccoli fermi ai cancelli chiusi dell’unico parco del centro storico della città:  gli alberi sono da abbattere o no? Perchè la situazione è ferma da un anno e mezzo? E, soprattutto, di chi è la colpa della chiusura?”.

Nel settembre del 2014 il sindaco Biancardi annunciò, in una conferenza stampa congiunta con gli ambientalisti locali, che gli alberi erano irrimediabilmente malati e andavano abbattuti. A stabilirlo  una perizia redatta dall’agronomo Giuseppe Cardiello e commissionata dal Vivaio Marrone, concessionario della manutenzione del verde per il Comune di Nola. Dopo svariati controlli, grazie anche all’intervento di wwf, legambiente e lipu attraverso sopralluoghi dell’agronomo Matteo Palmisani e una vera e propria controperizia, effettuata nel maggio 2015 dall’agronomo Andrea Maroé, commissionata a spese di cittadini e associazioni con il contributo degli attivisti del Movimento 5 Stelle e del consigliere comunale Mariafranca Tripaldi, si è chiarito che lo stato del patrimonio arboreo della Villa Comunale non è così critico. Parimenti, è diventato chiaro all’opinione pubblica che gli alberi della Villa Comunale rappresentano, insieme al Montezuma, vero monumento vivente di altissimo valore, un patrimonio storico/ambientale che va curato adeguatamente e tutelato in ogni forma possibile.

“A oggi – continua la nota- non è stato stabilito ‘scientificamente’ che gli alberi siano da abbattere. Al di là delle perizie dei tecnici, resta l’evidenza che, in un anno e mezzo in cui nubifragi e trombe d’aria hanno abbattuto decine e decine di alberi nel solo Comune di Nola, gli alberi della Villa Comunale sono rimasti saldamente in piedi. La Villa Comunale di Nola resta chiusa sia perché gli alberi al momento, e contrariamente a quanto afferma l’amministrazione Biancardi, non sono classificati come da abbattere sia perché l’amministrazione stessa ha proceduto all’iter di analisi e di abbattimento senza rispettare la normativa di riferimento considerando anche che l’area della Villa Comunale è soggetta a vincolo paesaggistico”.

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